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Cronaca

Presunta truffa a holding inglese sugli investimenti, processo al via a Lagonegro

Il Tribunale di Lagonegro esamina un presunto raggiro da oltre 400mila euro ai danni di una holding inglese. Ammesse le parti civili, attesa per il rito abbreviato

Di:
Ernesto Rocco
Di:Ernesto Rocco
Inizia l'attività giornalistica nel 2003, collaborando con il mensile "Il Cilento Nuovo". Successivamente diventa addetto stampa dell'U.S.Agropoli 1921, ruolo che manterrà fino al 2013 e che...
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Pubblicato il: 14/03/2026
Aggiornato il: 14/03/2026
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Tribunale di Lagonegro

Un complesso scenario di investimenti fantasma, promesse di business milionari e un presunto danno economico che supera i 400 mila euro. È questa la cornice dell’inchiesta giudiziaria attualmente ancora all’esame del Tribunale di Lagonegro, che vede coinvolti investitori stranieri pronti a puntare capitali in Italia nei settori strategici delle energie rinnovabili e del real estate. La vicenda, che ha i contorni di un vero e proprio intrigo economico internazionale, ha vissuto in settimana un passaggio importante.

Il riconoscimento delle parti civili e il danno economico

Nel corso dell’ultima udienza, il giudice ha accolto le costituzioni di parte civile presentate per tutelare le persone offese, sia come individui singoli che come entità societarie. Un riconoscimento significativo riguarda la legittimazione concessa a una holding inglese composta da cinque diverse società operative. Secondo l’impianto accusatorio, gli imprenditori britannici sarebbero stati indotti a trasferire ingenti somme di denaro fiduciosi nella realizzazione di progetti di vasta portata, rivelatisi poi, secondo gli atti, del tutto inesistenti.

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Le dinamiche del presunto raggiro

Al centro del procedimento figura l’imputato, il quale si sarebbe presentato come il referente operativo di un gruppo imprenditoriale di caratura internazionale. Le proposte messe sul tavolo spaziavano dalla costruzione di parchi eolici all’acquisizione di strutture alberghiere tramite aste giudiziarie, fino a consistenti investimenti nel settore industriale. Operazioni che avrebbero convinto gli investitori della solidità dei progetti, portandoli – stando alle accuse – a sostenere esborsi finanziari rilevanti per operazioni che non avrebbero mai trovato una concreta attuazione.

La strategia difensiva e il rito abbreviato

Parallelamente al riconoscimento delle parti civili, la difesa dell’imputato ha formulato la richiesta di procedere con il rito abbreviato. Questa modalità processuale permetterà al giudice di assumere una decisione basandosi esclusivamente sugli atti raccolti nella fase d’indagine, evitando così il dibattimento ordinario. Il prossimo appuntamento in aula è già stato fissato per il 30 ottobre 2026 dinanzi al Giudice Dott. D’Anello, data in cui si svolgeranno la discussione finale e la conseguente sentenza.

La tutela dell’affidabilità del sistema Italia

A rappresentare gli interessi della holding britannica e delle sue controllate è l’avvocato Francesco Palumbo del Foro di Salerno. Il legale ha sottolineato come la questione trascenda il singolo caso di cronaca giudiziaria, toccando il tema sensibile della reputazione economica del Paese. L’avvocato Palumbo ha infatti dichiarato:

“È fondamentale che situazioni di questo tipo vengano chiarite fino in fondo. Gli investitori internazionali devono poter guardare all’Italia come a un Paese serio e affidabile. Proprio per questo continueremo a difendere con determinazione gli interessi delle società che rappresentiamo, affinché venga fatta piena luce sui fatti e affinché non siano episodi isolati a macchiare la reputazione di un intero sistema imprenditoriale”.

La prossima fase del processo sarà dunque determinante per ristabilire la verità sui fatti e garantire la necessaria tutela a chi sceglie di investire nel territorio italiano.

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