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Ospedale di Agropoli: superate le 3000 firme per la riapertura del pronto soccorso

Superate le 3000 firme in una settimana per chiedere il reintegro dell'ospedale di Agropoli nella rete dell'emergenza e il potenziamento dei reparti

Di:
Ernesto Rocco
Di:Ernesto Rocco
Inizia l'attività giornalistica nel 2003, collaborando con il mensile "Il Cilento Nuovo". Successivamente diventa addetto stampa dell'U.S.Agropoli 1921, ruolo che manterrà fino al 2013 e che...
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Pubblicato il: 02/05/2026
Aggiornato il: 02/05/2026
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Raccolta firme ospedale di Agropoli

La mobilitazione per il ripristino delle piene funzionalità dell’ospedale civile di Agropoli prosegue. In meno di una settimana, sono state raccolte oltre 3000 firme per chiedere alle istituzioni un intervento concreto e immediato. Questa iniziativa popolare nasce dal Comitato Civico Agropoli, determinato a esercitare un’azione più incisiva presso gli organi competenti.

Gli obiettivi della mobilitazione popolare

Al centro della protesta vi è la richiesta di reintegrare il presidio ospedaliero nella rete dell’emergenza. Attualmente, la struttura opera come punto di primo soccorso, una condizione che la esclude dai circuiti d’urgenza. Questo assetto comporta criticità operative rilevanti: in caso di interventi di emergenza, le ambulanze del 118 sono costrette a bypassare Agropoli, allungando i tempi di assistenza per i pazienti. La cittadinanza chiede il superamento di questo modello a favore di un pronto soccorso attivo supportato dai necessari reparti specialistici.

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Il coinvolgimento delle istituzioni e dei comuni limitrofi

La raccolta firme non è limitata ai residenti di Agropoli ma sta coinvolgendo attivamente l’intero comprensorio, toccando centri come Castellabate, Capaccio Paestum e i comuni del Cilento interno. L’intento è quello di creare un fronte comune che spinga l’Asl Salerno ad attuare quanto previsto dal piano sanitario e solleciti la Regione Campania ad apportare le modifiche richieste dal territorio. Nonostante i numerosi confronti istituzionali e le passate manifestazioni, la situazione resta in una fase di stallo, motivo per cui i promotori non escludono l’organizzazione di nuove proteste nel breve termine.

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