«I nastri per le inaugurazioni sono finiti e quindi l’ospedale di Agropoli viene usato diversamente per fare demagogia sulla pelle della gente». Sono parole di Modesto Del Mastro, consigliere provinciale di Fratelli d’Italia e coordinatore Cilento Nord del partito di Giorgia Meloni, e di Annalisa Della Modica, capogruppo FdI a Palazzo Sant’Agostino, sulla nota diffusa ieri dal consigliere uscente nonché candidato nella lista del Pd Franco Picarone.
Le accuse
«È una vergogna che si continua a promettere un qualcosa che non potrà mai concretizzarsi, soprattutto in campagna elettorale. Spiace per chi ci crede, per chi festeggia, per chi sente di aver raggiunto un obiettivo. Non c’è nulla di tutto ciò, l’ospedale di Agropoli non riaprirà se continuerà ad essere questa politica ad amministrare», scrivono i due esponenti di Fratelli d’Italia.
«I nastri tagliati degli scorsi anni sono nulla rispetto a quanto accaduto nelle ultime settimane – aggiungono – prima c’è stato il manifesto elettorale di Rosa Lampasona, poi l’esimio Picarone che come un dio sceso in terra regala ai cittadini un servizio che dovrebbe essere garantito a prescindere. Tutti dovrebbero indignarsi invece c’è chi festeggia, chi si sente soddisfatto, chi rende merito a questi buffoni politicanti. A pochi giorni dal voto arriva la notizia della proposta di modifica del piano aziendale, ma perché l’assessore Lampasona, il consigliere Picarone o chi per loro si accorge soltanto adesso dell’ospedale? Perché solo ora promettono?».
«Dovrebbero vergognarsi ad uscire di casa – concludono Della Monica e Del Mastro – invece sono qui, a promettere il nulla e a chiedere il voto. Invito i sindaci, tutti, i consiglieri, gli esponenti dei partiti, al di là del proprio colore politico, a prendere una posizione e a non farsi prendere in giro per l’ennesima volta».

Caro Consigliere Provinciale, la Sanità nel Cilento costituisce senza alcun dubbio una “criticità”!
Chi scrive, cioè il sottoscritto e’ nel SSN da Nord a Sud da oltre 25 anni, Tuttavia non e’ l’unica criticità nel “CILENTO”, parliamo di sicurezza, infrastrutture, viabilità, servizi, turismo ecc. ecc……..
E’ scaduto il tempo della “demagogia” a destra e a manca.
L’ex PO di Agropoli, ipocritamente da anni definito “ospedale”, non costituisce una privazione territoriale Costituzionalmente da garantire e peraltro aggiungerei una delle tante mortificazioni del Cilento intero, la cui “capitale” e’ proprio la città di Agropoli…….!
Sisi parla il partito che è al Governo centrale per chi ha firmato per l’autonomia differenziata.
Ma non li mettete ste cose che la gente si intigna ancora di più