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Cilento

La Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo: le comunità del Cilento e Vallo di Diano in festa

La Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo: le comunità del Cilento e Vallo di Diano in festa

Concepita Sica
29/06/2023 6:02 AM
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San Pietro e Paolo

Il 29 giugno, sono diverse le comunità del Cilento e del Vallo di Diano che celebrano i Santi Apostoli Pietro e Paolo. Paolo di Tarso, il cui nome di nascita è Saulo, è chiamato l’apostolo delle genti, perché il principale artefice della diffusione dell’annuncio evangelico tra i pagani greci e romani.

Cenni biografici sulla vita degli Apostoli Pietro e Paolo

È un ebreo ellenizzato che gode della cittadinanza romana. Non conosce personalmente Gesù, pur essendo un suo contemporaneo. Prova una profonda avversione perso il nascente cristianesimo al punto da ordire la persecuzione dei suoi seguaci.

San Paolo nasce a Tarso, in Cilicia, attuale Turchia, intorno al 4 d.C. da una ricca famiglia ebrea, della tribù di Beniamino. Egli godeva della cittadinanza romana, un privilegio che comportava notevoli vantaggi economici, politici, fiscali e giuridici. Come tutti gli ebrei conosce l’ebraico; conosce il greco, in cui scrive le lettere; e, in quanto cittadino romano, conosce anche il latino. Egli dimostra di possedere una buona formazione greco-ellenista (come si evince da alcuni passaggi delle sue lettere) ed una solida preparazione scritturistica, provenendo dalla nota scuola del rabbino Gamaliele.

Il suo esordio nel Nuovo Testamento avviene in occasione della lapidazione di Santo Stefano, il primo martire cristiano (nel 35) alla quale non partecipa direttamente ma figura come “custode dei mantelli” dei lapidatari (cf. At 7,58; 8,1; 22,20). Egli ricopre un ruolo di rilievo presso le alte sfere religiose ebraiche, relativamente alla persecuzione dei cristiani, come testimoniano numerosi passi degli Atti degli Apostoli e delle lettere. Poi sulla via di Damasco avviene l’evento prodigioso e sconvolgente: la sua conversione. Da fariseo zelante egli si fa autorizzare per recarsi a Damasco a trarre in arresto i cristiani presenti in quella città, ma ad un tratto viene abbagliato da una grande luce ed ode una voce che gli dice: “Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?”. Egòi domanda: “Chi sei Signore?”. E la voce: “Io sono Gesù, che tu perseguiti” (At 9,1-9).

Saulo perde la vista e viene portato per mano a Damasco. Qui rimane per tre giorni senza mangiare e senza bere finché riceve un ulteriore segno. In un sogno il Signore appare simultaneamente a Saulo e ad un uomo di nome Anania che ha il compito di liberare Paolo dalla cecità fisica e spirituale. Una volta guarito Paolo inizia la sua instancabile opera di apostolato con la fondazione di diverse comunità e il compimento di molti viaggi. Viene accusato di aver profanato il Tempio introducendovi un pagano e viene arrestato.

Egli chiede di essere giudicato da un tribunale romano e così viene condotto a Roma, ma il processo non si svolge perché i suoi accusatori non arrivano. Viene così liberato ma successivamente viene condannato a morte in quanto cristiano per decapitazione (la crocifissione non era prevista per i cittadini romani). La sua esecuzione avviene in una località chiamata “Palude Salvia” che oggi ospita la Chiesa delle tre fontane. La tradizione tramandata narra che, dopo la decapitazione, la testa dell’apostolo abbia rimbalzato tre volte per terra prima di fermarsi e che ad ogni balzo sia scaturita una sorgente d’acqua: una calda, una tiepida ed una fredda e che nel tempo abbiano conservato queste caratteristiche.

I cristiani prensono il suo corpo e lo seppelliscono sulla via Ostiense, dove in seguito viene edificata la Basilica di San Paolo fuori le mura.

Il culto

La più antica testimonianza circa la sepoltura a Roma dei due Apostoli si trova in un passaggio dell’opera dello storico cristiano, Eusebio di Cesarea, che riporta la testimonianza del presbitero Gaio, del II secolo.

Insieme a san Giovanni Battista sono i santi più ricordati e celebrati con grande solennità.

A san Pietro sono attribuiti numerosi patronati: è patrono dei fornai, dei navigatori, dei costruttori di ponti, dei pescatori, dei mietitori, dei calzolai, dei costruttori delle reti da pesca e delle navi; inoltre è patrono della longevità e del papato. È patrono di moltissime città italiane ed europee.

A san Paolo viene attribuito il patronato dei cordai, dei cestai, dei giornalisti, dei missionari, dei vescovi. È patrono di due stati: Grecia e Malta. Inoltre ha il patrocinio di due città importanti: Roma e San Paolo.

Nell’iconografia san Pietro è sempre raffigurato con in mano le chiavi e con una croce posta sulle spalle a ricordo del suo martirio. San Paolo è rappresentato con il rotolo o in libro in mano e spesso compare la spada che è simbolo sia del suo passato di persecutore che del suo martirio.

Diverse comunità cilentane sono poste sotto il patrocinio degli Apostoli Pietro e Paolo, oltre alle tante chiese a loro intitolate.

Così i fedeli invocano la protezione del principe degli apostoli:

“Della Chiesa, o gran petra, o colonna,

che per urti non piega,  non cede,

deh, ci assisti non abbia la fede

dell’errore mai scossa a temer”.

Ugualmente durante il tempo della novena i fedeli innalzano ferventi la voce per chiedere grazie ed intercessione:

“Ogni fedele canta

La gloria dei patroni

San Pietro ha tutti i doni

La fede e santità.

La Chiesa esulta oggi

Lodando la pazienza

di Paolo la sapienza

lo zelo e carità.

O cari protettor

Gli agropolesi in coro

Vi giurano eterno amor” (2x).

Il culto nel Cilento e nel Vallo di Diano

Pietro e Paolo si celebrano (talvolta singolarmente) anche in altre località del territorio, come a San Pietro al Tanagro, Torraca e Cuccaro Vetere. Esistono chiese dedicate a questi santi anche a Montesano Scalo, Stio, Monteforte Cilento, San Pietro di Perdifumo, Capaccio Capoluogo.

Anche Agropoli si prepara a vivere uno dei momenti più attesi dell’anno, le celebrazioni in onore dei SS. Patroni Pietro e Paolo. Da sempre l’evento è molto sentito nella comunità agropolese e antichissime sono le radici del culto. Molti i racconti, le leggende e gli eventi storici legati ai due santi che, secondo la tradizione, durante i rispettivi viaggi transitarono per il borgo cilentano.

Tra i più importanti avvenimenti legati ai due apostoli, c’è senz’altro l’assalto dei turchi ad Agropoli del 29 giugno 1630, che fino a qualche anno fa riviveva in una suggestiva rappresentazione.

Buona festa a tutti ed auguri di buon onomastico a quanti portano il nome degli apostoli Pietro e Paolo.

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