La competizione elettorale per la guida di Palazzo Sant’Agostino entra nel vivo, ma lontano dalle logiche dei puri equilibri numerici. Il candidato alla Presidenza della Provincia per il centro-destra, Pasquale Aliberti, rompe gli indugi e punta tutto sulla trasparenza e sul dibattito programmatico. Secondo l’esponente politico, l’elezione di secondo livello, che vedrà protagonisti gli amministratori locali, non può e non deve trasformarsi in una mera conta interna ai partiti o, peggio, in un terreno di manovre strategiche orchestrate lontano dal bene comune.
Un appello al dibattito sui temi concreti
L’obiettivo di Aliberti è riportare al centro della scena le emergenze che affliggono il territorio salernitano. Per questo motivo, il candidato ha lanciato un invito formale al suo sfidante, il sindaco di Bellosguardo, per un faccia a faccia pubblico che possa chiarire le rispettive visioni amministrative.
“C’è bisogno, invece, di un confronto vero sui temi che riguardano il futuro di questa provincia. Per cui rivolgo al sindaco di Bellosguardo un invito chiaro: confrontiamoci pubblicamente su questioni fondamentali come viabilità, edilizia scolastica, ambiente, ma anche su tutti quegli ambiti che coinvolgono gli enti sovraordinati o che hanno un rapporto con la Provincia”.
Il valore dell’autonomia degli amministratori locali
Aliberti sottolinea con forza l’esigenza di restituire dignità al voto di sindaci e consiglieri, troppo spesso considerati semplici esecutori di direttive provenienti dai vertici regionali. Il richiamo è alla libertà di scelta, basata sulla competenza e sulla conoscenza reale delle diverse anime della provincia, dalle aree interne fino ai comuni costieri.
“Lo dobbiamo agli amministratori, che devono poter votare liberamente, senza sentirsi vincolati da logiche di appartenenza o da indicazioni calate dall’alto. Serve un confronto per un voto davvero democratico. Un voto che permetta di scegliere un Presidente capace di essere punto di riferimento quotidiano e dimostri una profonda conoscenza del territorio dalle aree interne a quelle costiere, dal nord al sud della provincia”.
Lo spettro delle logiche di potere su Palazzo Sant’Agostino
Le critiche di Aliberti si spostano poi sul versante politico-strategico, paventando il rischio che la Provincia possa essere utilizzata come una pedina in una partita a scacchi più ampia, legata alle dinamiche elettorali del Comune di Salerno. Il timore espresso è quello di una presidenza a termine, legata a scadenze “stagionali” e a interessi che non coincidono con quelli della cittadinanza.
“Sono certo che il sindaco Parente condivida il mio pensiero e che non senta la necessità di chiedere autorizzazioni a chi oggi è impegnato nella campagna elettorale per il Comune di Salerno e che in caso di vittoria elettorale potrebbe aver intenzione di riportare la Provincia nuovamente al voto per logiche che nulla hanno a che vedere con l’interesse del territorio, trasformando Palazzo Sant’Agostino in un luogo da occupare più che da amministrare”.
