Le condizioni del lungomare di Ascea sono diventate un caso politico e sociale che non può più essere ignorato. Quella che era iniziata come una criticità localizzata si è trasformata in una vera e propria emergenza territoriale, segnata da crolli strutturali e da un fenomeno di erosione costiera che minaccia l’integrità del litorale. Nonostante le continue sollecitazioni avviate già nell’ottobre 2024 e reiterate nel corso del 2025, la situazione rimane in una fase di stallo che preoccupa cittadini e operatori economici. Questa la posizione dei consiglieri Pasquale D’Angiolillo, Silvia Chirico e Luca Di Genio.
La mozione in Consiglio e le proposte della minoranza
Il 23 marzo 2026, il gruppo di minoranza “Ascea in testa” aveva già presentato in Consiglio comunale una mozione per affrontare il problema in modo sistematico. Non si è trattato di una semplice denuncia, ma di una piattaforma programmatica volta a fare luce sulle attività svolte finora e a pianificare il futuro. I punti cardine della proposta riguardavano la verifica dei “fallimenti tecnici precedenti”, la programmazione di interventi efficaci e, soprattutto, il coinvolgimento diretto dell’Assise nelle scelte strategiche per la difesa della costa.
Il nodo del confronto in Regione Campania
Durante l’ultima seduta consiliare, il Sindaco aveva annunciato la partecipazione a un tavolo tecnico presso la Regione Campania, previsto per il 31 marzo 2026, con l’obiettivo di reperire le risorse necessarie per il ripristino del lungomare. In quella circostanza, era stato assunto l’impegno di riferire tempestivamente sugli esiti dell’incontro. Tuttavia, a oggi, l’opposizione segnala un assenza di aggiornamenti ufficiali, un silenzio che alimenta l’incertezza sulla reale disponibilità di fondi e sulla concretezza dei prossimi passaggi amministrativi.
Trasparenza e metodo: le criticità della gestione
Oltre ai danni materiali, emerge una questione di metodo politico. La gestione di un tema così delicato, osservano i tre consiglieri, richiede trasparenza e condivisione, elementi che secondo l’opposizione sono mancati: escludere il Consiglio comunale dai flussi informativi significa lasciare nell’ombra i cittadini e gli imprenditori turistici, i primi a subire le conseguenze dell’erosione.
La nuova sollecitazione: si chiede chiarezza immediata
Il 13 aprile 2026 è stata inoltrata una nuova nota al Sindaco per rompere questo stallo comunicativo. La richiesta è perentoria: riferire con urgenza in Consiglio per chiarire l’entità delle risorse disponibili e il cronoprogramma dei lavori. Per il gruppo “Ascea in testa”, il tempo delle attese è ormai scaduto. Gestire il fenomeno erosivo richiede responsabilità e una direzione precisa per evitare che i danni diventino irreversibili, compromettendo definitivamente il futuro del territorio.
