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Cronaca

Truffa sulle graduatorie scolastiche, conclusa l’inchiesta di Roma: coinvolti diversi salernitani

Chiusa l'inchiesta della procura di Roma sulle graduatorie ATA e Gps tra il 2021 e il 2024. Sono 62 gli indagati per falsi titoli e truffa allo Stato

Di: Redazione Infocilento
Pubblicato il: 29/05/2026
Aggiornato il: 29/05/2026
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La procura di Roma ha formalmente chiuso una maxianchiesta che vede coinvolte 62 persone indagate a vario titolo per reati che spaziano dal falso ideologico in atti pubblici fino alla truffa aggravata ai danni dello Stato. Le indagini si sono concentrate su un sistema finalizzato a scalare le graduatorie scolastiche attraverso l’utilizzo di documentazione non autentica.

L’attività investigativa è partita da una serie di verifiche mirate sui punteggi attribuiti e sui relativi titoli dichiarati dai candidati. Gli accertamenti hanno svelato un meccanismo ramificato che abbraccia un arco temporale compreso tra il 2021 e il 2024, periodo durante il quale gli indagati avrebbero presentato istanze per l’inserimento nelle graduatorie del personale ATA e delle Guide provinciali per le supplenze (Gps).

I titoli falsificati e il danno erariale

Secondo l’impianto accusatorio, i candidati avrebbero inserito nelle domande di assunzione titoli di studio e attestati falsi, tra cui diplomi da operatore socio-sanitario (OSS), certificazioni informatiche e attestati di dattilografia. Oltre a ciò, sono emersi periodi di servizio fittizi, documentati soltanto sulla carta, che figuravano come prestati presso una scuola materna situata nella provincia di Caserta.

Questo sistema ha permesso ai soggetti coinvolti di scalare le graduatorie e ottenere punteggi superiori a quelli effettivamente spettanti, accumulando contratti di lavoro e relative retribuzioni considerate indebite dall’autorità giudiziaria. In alcuni casi, i singoli indagati sono arrivati a percepire somme fino a 100mila euro in un triennio. Gli inquirenti hanno stimato che il danno economico complessivo per le casse pubbliche supera la cifra di un milione e mezzo di euro.

La rete dei falsi e il coinvolgimento dei territori

Le verifiche della polizia giudiziaria si sono focalizzate su istituti scolastici specifici situati nelle province di Caserta e Cosenza. La geografia dell’inchiesta tocca da vicino la Campania, con un numero elevato di persone iscritte nel registro degli indagati. Si contano infatti 36 residenti nella provincia di Avellino e diversi soggetti residenti nel salernitano, in particolare nei comuni di Battipaglia, Serre, Vietri sul Mare, Nocera Inferiore e Sarno.

La procura di Roma ha operato una distinzione tra i semplici beneficiari dei contratti e i veri e propri promotori delle condotte illecite, i quali avrebbero gestito e sfruttato una rete organizzata per la fabbricazione dei titoli e dei certificati mendaci.

Con la notifica dell’avviso di chiusura delle indagini preliminari, i 62 indagati avranno ora la possibilità di accedere agli atti del fascicolo, presentare memorie difensive o richiedere di essere sottoposti a interrogatorio per rispondere delle accuse contestate, prima che la procura formuli le eventuali richieste di rinvio a giudizio.

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