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Cronaca

Confisca da 3 milioni di euro a Salerno: sigilli a immobili e società legati al clan

La Guardia di Finanza di Salerno ha confiscato beni per 3 milioni di euro a un esponente di spicco della camorra. Colpiti immobili di pregio e attività commerciali sul lungomare

Di: Redazione Infocilento
Pubblicato il: 29/05/2026
Aggiornato il: 29/05/2026
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Nella mattinata di ieri, i finanzieri del Comando Provinciale di Salerno hanno eseguito un provvedimento emesso dal Tribunale di Salerno – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di questa Procura. L’atto ha disposto la confisca di prevenzione, ai sensi dell’articolo 24 del codice antimafia, di partecipazioni societarie e unità immobiliari per un ammontare complessivo stimato in tre milioni di euro. Il destinatario del provvedimento è F. C., soggetto già condannato per reati di associazione mafiosa, estorsione, rapina, porto abusivo e detenzione di armi, nonché per reati in materia di stupefacenti.

Le indagini patrimoniali e i precedenti arresti

L’attività investigativa ha ricostruito, dal punto di vista patrimoniale, le vicende già emerse in pregresse indagini eseguite dal G.I.C.O. del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Salerno. Nell’ambito di tali accertamenti, il 16 dicembre 2022 erano stati disposti gli arresti domiciliari a carico di F. C. e l’interdizione per 12 mesi dall’esercizio di attività imprenditoriali nei confronti di G. G., entrambi indagati per trasferimento fraudolento di valori.

I finti contratti di comodato d’uso

In quel contesto si era proceduto al sequestro, tra l’altro, di tre mini-appartamenti del valore complessivo di circa 700.000 euro, facenti parte di un complesso immobiliare sito in una zona di pregio di Salerno. La disponibilità di tali immobili veniva giustificata attraverso simulati contratti di comodato d’uso.

L’applicazione del doppio binario e i beni sul lungomare

Parallelamente, in ossequio al principio del cosiddetto doppio binario — ovvero all’applicazione congiunta di provvedimenti cautelari previsti in ambito penale e di prevenzione — e tenuto conto della pericolosità qualificata di F. C. in ragione della sua accertata appartenenza all’omonimo clan camorristico, è stato richiesto e ottenuto il sequestro di prevenzione. Oltre ai beni già oggetto del procedimento penale, l’operazione ha colpito ulteriori cespiti riferiti a condotte di intestazione fittizia più risalenti nel tempo, e pertanto estinte per prescrizione. In particolare, si tratta delle quote di due ulteriori società titolari di immobili e complessi aziendali, di cui una proprietaria di uno chalet/bar/pizzeria situato sul lungomare di Salerno.

Il bilancio finale dell’operazione e la condanna

Complessivamente, il 4 febbraio 2025 erano stati sottoposti a sequestro partecipazioni societarie nella misura del 50% di tre società di capitali e, nella stessa misura, altrettanti complessi aziendali, nonché cinque unità immobiliari (di cui due per una quota pari alla metà del loro valore complessivo).

Il previsto contraddittorio, avviato successivamente al sequestro dinanzi al Tribunale di Salerno – Sezione per l’applicazione delle Misure di prevenzione, ha confermato la sussistenza dei presupposti per la confisca, condannando F. C. anche al pagamento delle spese processuali. L’esecuzione del provvedimento decisorio di confisca è stata delegata al G.I.C.O. del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Salerno.

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