Un serio incidente durante un’escursione in mountain bike si trasforma in un forte messaggio di sensibilizzazione rivolto ai proprietari terrieri e a tutti gli amanti della natura. È l’appello lanciato sui social da Nicola Torraca, che attraverso un post pubblicato su Facebook ha raccontato la drammatica esperienza vissuta il 19 maggio scorso sui monti tra Eboli, Olevano sul Tusciano e i comuni limitrofi, scritto però da poche ore mentre sta recuperando.
«Il filo d’acciaio negli uliveti uccide: sono vivo per miracolo», scrive Torraca, chiedendo la massima diffusione del suo messaggio per evitare che episodi simili possano ripetersi.
L’impatto invisibile e la corsa in ospedale
Secondo il suo racconto, durante una normale uscita in mountain bike insieme ad alcuni amici, è finito contro un cavo d’acciaio teso tra due alberi di ulivo e praticamente invisibile lungo il percorso. L’impatto è stato violentissimo e ha provocato gravi conseguenze fisiche.
Tra le lesioni riportate figurano danni ai muscoli del quadricipite e la recisione interna di un’arteria, condizioni che hanno reso necessario il trasferimento d’urgenza in ospedale e un immediato intervento chirurgico. Torraca è rimasto ricoverato per dieci giorni.
«Sono vivo per un soffio. Se quel cavo fosse stato posizionato pochi centimetri più in alto, oggi non sarei qui a raccontarlo», afferma nel suo post.
L’appello ai proprietari dei terreni agricoli
Da qui l’appello rivolto ai proprietari dei terreni agricoli della zona. Pur comprendendo la necessità di delimitare i confini delle proprietà private, Torraca evidenzia il pericolo rappresentato da fili e cavi metallici non segnalati, che possono trasformarsi in vere e proprie trappole per ciclisti, escursionisti e frequentatori dei sentieri.
«Vi prego: rimuovete questi cavi o segnalateli visibilmente con nastri colorati, bandiere o cartelli. Una recinzione non varrà mai la vita di una persona», scrive.
Solidarietà e mobilitazione sui social network
L’obiettivo dichiarato è quello di promuovere una maggiore attenzione alla sicurezza dei percorsi naturalistici e prevenire ulteriori incidenti. Un invito alla responsabilità condivisa che si conclude con un messaggio semplice ma incisivo: «Rendiamo i nostri sentieri sicuri. Coltiviamo la responsabilità».
L’appello sta raccogliendo numerose condivisioni sui social network, dove molti utenti hanno espresso solidarietà al ciclista e hanno rilanciato il tema della sicurezza lungo sentieri, strade rurali e aree agricole frequentate da sportivi e appassionati di escursionismo.
