Una vasta operazione di polizia ambientale ha portato alla luce un vero e proprio scempio ecologico nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. In data 4 marzo 2026, il Nucleo Operativo di Polizia Ambientale dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Palinuro e i Carabinieri Forestali di Pisciotta hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del Tribunale di Vallo della Lucania.
L’intervento ha riguardato un’area di circa 1500 metri quadrati situata nel Comune di Centola, precisamente in località Portigliola, nella frazione di Palinuro. Quello che doveva essere un terreno sottoposto a vincoli paesaggistici era stato trasformato in una discarica abusiva colma di oltre 1000 metri cubi di rifiuti speciali non pericolosi.
Indagini e video-sorveglianza: otto persone indagate
L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania sotto la direzione del Procuratore Francesco Rotondo, si è avvalsa di moderni strumenti di tecnologia. L’installazione di apparecchiature di video-sorveglianza è stata fondamentale per identificare i responsabili e documentare le modalità degli sversamenti.
Dalle riprese è emerso un quadro inquietante: l’abbandono dei rifiuti avveniva con una frequenza quotidiana, ripetendosi talvolta più volte nell’arco della stessa giornata. Ad oggi, sono otto le persone iscritte nel registro degli indagati per il reato di abbandono di rifiuti. Oltre all’area, le autorità hanno proceduto al sequestro di quattro veicoli utilizzati per il trasporto e il deposito illecito del materiale.
Coinvolti addetti di un centro di raccolta autorizzato
Un dettaglio particolarmente grave emerso dalle indagini riguarda l’identità di alcuni soggetti coinvolti. Secondo quanto riportato dalla Procura, l’abbandono dei rifiuti veniva effettuato anche da addetti a una società che gestisce un centro di raccolta regolarmente autorizzato.
Il sequestro si è reso necessario per interrompere la reiterazione di condotte che avevano ormai conferito al sito le “caratteristiche tipiche di una vera e propria discarica illecita”. La zona interessata si trova peraltro a pochissimi metri dall’argine del fiume Lambro, in un’area di elevata rilevanza ambientale.
Garanzie legali e fasi successive del procedimento
Nonostante la gravità degli indizi raccolti, la Procura ricorda che il provvedimento cautelare è suscettibile di impugnazione e che le accuse saranno vagliate nelle successive fasi del procedimento. Come sottolineato dal Procuratore Francesco Rotondo:
“La responsabilità penale degli indagati sarà accertata solo all’esito del giudizio con sentenza irrevocabile di condanna”.
