Ofer Winter, ex generale dell’esercito israeliano, parteciperà ad un evento organizzato presso l’Hotel Ariston di Capaccio Paestum, in programma dal 31 marzo al 9 aprile. La sua presenza ha sollevato un’ondata di proteste da parte di attivisti e organizzazioni pro-palestinesi.
L’iniziativa si inserisce in un più ampio pacchetto turistico destinato a visitatori israeliani, ma la presenza di Winter ha trasformato un momento di vacanza in un caso politico. L’ex alto ufficiale è infatti una figura estremamente polarizzante, noto per le sue posizioni radicali e per il suo ruolo di primo piano nelle operazioni militari nella Striscia di Gaza.
Le accuse degli attivisti e il richiamo al diritto internazionale
Diversi gruppi di attivisti hanno diffuso un appello pubblico chiedendo un intervento immediato delle istituzioni italiane. Secondo i promotori della protesta, la presenza di Winter sul territorio nazionale sarebbe “inopportuna”, invocando una verifica sulla possibilità di azioni giudiziarie alla luce degli impegni internazionali assunti dall’Italia.
Il riferimento esplicito è allo Statuto di Roma e alla Corte Penale Internazionale. Gli attivisti sostengono che Winter sia responsabile di azioni gravissime, citando in particolare l’Operazione Margine di Protezione del 2014, durante la quale l’allora comandante della brigata Givati finì sotto i riflettori della cronaca internazionale.
Il profilo di Winter: tra misticismo religioso e reputazione di “falco”
L’ex generale è descritto nel documento di protesta come una figura di riferimento per l’area nazionale-religiosa della politica israeliana. A pesare sul giudizio degli oppositori è soprattutto un messaggio inviato ai suoi soldati nel 2014, nel quale “descriveva l’offensiva come una missione con una forte dimensione religiosa”.
Tali dichiarazioni, unite alle sue posizioni sull’uso della forza, gli hanno garantito negli anni la reputazione di “falco” negli ambienti militari e politici. Per gli organizzatori della mobilitazione, le politiche del governo israeliano nei territori palestinesi, di cui Winter è considerato un esponente emblematico, sono ritenute “genocide”, portandoli a richiedere lo stop immediato all’iniziativa.
Silenzio dalle autorità locali e incertezza sul programma
Al momento, la situazione rimane in una fase di attesa. Non risultano infatti prese di posizione ufficiali né da parte delle autorità locali di Capaccio Paestum, né dai vertici dell’Hotel Ariston o dagli organizzatori dell’evento.
Resta inoltre da chiarire la natura della partecipazione di Ofer Winter: non è ancora noto se l’ex generale prenderà parte a incontri pubblici o se la sua presenza sarà strettamente limitata ad attività private interne al pacchetto turistico. Nel frattempo, i gruppi di protesta invitano cittadini e associazioni a mobilitarsi nelle prossime settimane per denunciare quella che definiscono una presenza inaccettabile sul suolo italiano.
