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Cronaca

Caso Domenico Caliendo: indagati due medici salernitani. Sotto la lente il trasporto dell’organo e i tempi del trapianto al Monaldi.

Svolta nell'inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo al Monaldi: indagati due medici di Salerno. Disposto l'incidente probatorio sul cuore

Di:
Ernesto Rocco
Di:Ernesto Rocco
Inizia l'attività giornalistica nel 2003, collaborando con il mensile "Il Cilento Nuovo". Successivamente diventa addetto stampa dell'U.S.Agropoli 1921, ruolo che manterrà fino al 2013 e che...
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Pubblicato il: 28/02/2026
Aggiornato il: 28/02/2026
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L’inchiesta sulla tragica scomparsa di Domenico Caliendo, il bambino di soli 2 anni deceduto sabato scorso all’ospedale Monaldi di Napoli, entra in una fase delicata. Tra i sette indagati iscritti nel registro della Procura con l’ipotesi di omicidio colposo in concorso, figurano anche due giovani medici salernitani. La vicenda, che ha scosso l’opinione pubblica nazionale, ruota attorno a un presunto errore durante le delicate fasi di un trapianto di cuore.

Il piccolo era ricoverato in terapia intensiva dal dicembre 2025, in attesa di un organo che potesse salvargli la vita. Tuttavia, qualcosa nel complesso meccanismo della donazione e del successivo intervento sembra non aver funzionato, trasformando una speranza di rinascita in un dramma insanabile.

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L’incidente probatorio e la nomina degli esperti

Il gip del Tribunale di Napoli, Mariano Sorrentino, ha accolto la richiesta della Procura per procedere con un accertamento tecnico-irripetibile. Martedì prossimo, alle ore 10, avrà luogo l’incidente probatorio sul cuore che avrebbe dovuto essere trapiantato. Contestualmente, il giudice ha nominato un collegio di periti di altissimo profilo per fare luce su ogni ombra del caso: tra questi figurano Mauro Rinaldi, direttore del centro trapianti delle “Molinette” di Torino, il medico legale Biagio Solarino e Luca Lorini, responsabile delle emergenze dell’ospedale “Papa Giovanni XXIII” di Bergamo.

Solo dopo il completamento di questi esami tecnici verrà conferito l’incarico per l’autopsia sul corpo del bambino, passaggio necessario per liberare la salma e consentire la celebrazione dei funerali.

Il ruolo del cardiochirurgo in trasferta a Bolzano

Uno dei medici salernitani coinvolti è un cardiochirurgo di 34 anni, difeso dagli avvocati Silverio Sica e Giuseppe Pepe. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, il professionista si era recato il 23 dicembre scorso presso l’ospedale “San Maurizio” di Bolzano per eseguire l’espianto dell’organo dal donatore.

È proprio in questa fase che si sarebbero verificati i primi, gravi errori. Emergono possibili criticità riguardanti le modalità di trasporto dell’organo e l’uso del ghiaccio secco, dettagli già ampiamente discussi dall’opinione pubblica. Anche le manovre eseguite dal medico salernitano potrebbero non essere state corrette.

La posizione della specialista del Monaldi

La seconda figura salernitana sotto indagine è una dottoressa di 30 anni, assistita dall’avvocato Alberto Surmonte. La professionista faceva parte dell’equipe di cardiochirurgia pediatrica del Monaldi che era pronta a effettuare il trapianto su Domenico.

In questo filone, la magistratura intende verificare «la correttezza e l’adeguatezza delle scelte chirurgiche-terapeutiche dell’equipe che ha curato il trapianto». L’attenzione è rivolta in particolare alla tempistica della cardioctomia sul piccolo ricevente in relazione all’effettivo arrivo dell’equipe di espianto in sala operatoria.

Gli accertamenti tecnici della prossima settimana potrebbero essere determinanti per chiarire le eventuali responsabilità.

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