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Politica

Case di Comunità, FP CGIL Salerno all’ASL: “Così non va, servono organici dedicati e stabilizzazioni”

La FP CGIL Salerno sostiene la riforma della medicina territoriale ma chiede programmazione, personale dedicato e confronto sindacale immediato per evitare criticità organizzative nelle nuove strutture

Di: Comunicato Stampa
Pubblicato il: 25/02/2026
Aggiornato il: 25/02/2026
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Antonio Capezzuto

Le prime Case di Comunità stanno aprendo i battenti e con esse emergono i primi segnali di difficoltà organizzativa. La FP CGIL Salerno segue con attenzione questa fase e chiede all’ASL di aprire subito un confronto serio con le organizzazioni sindacali.

L’obiettivo delle case di comunità

“Le Case di Comunità sono una risposta concreta a un bisogno reale che il territorio salernitano esprime da tempo. Una medicina territoriale più forte significa meno cittadini costretti a rivolgersi al Pronto Soccorso per problemi che potrebbero essere gestiti vicino a casa, percorsi di cura più appropriati e ospedali meno congestionati. È una riforma che va nella direzione giusta e che come organizzazione sindacale sosteniamo convintamente. Per questo vogliamo che funzioni davvero, e per questo non possiamo tacere su come si sta procedendo in questa fase di avvio” afferma Antonio Capezzuto, Segretario Generale FP CGIL Salerno.

Le criticità

“Quello che temiamo, e che in queste prime settimane sembra stia accadendo, è che per coprire i turni delle strutture in apertura si stia attingendo al personale già impegnato nei servizi distrettuali, con spostamenti improvvisati e in regime di straordinario. Se così fosse, saremmo di fronte a una gestione che non regge né sul piano organizzativo né su quello contrattuale, dal momento che non risulta sia stato attivato alcun confronto sindacale come invece prevede il CCNL” aggiunge Capezzuto.

Le richieste

“Il punto è semplice: le nuove strutture hanno bisogno di personale proprio. Infermieri, assistenti sociali, operatori sociosanitari, amministrativi, figure che devono essere assegnate stabilmente alle Case di Comunità attraverso procedure interne chiare e condivise con le organizzazioni sindacali, non dirottate giorno per giorno da altri servizi già carenti. La coperta corta, in sanità, rischia di fare pasticci su entrambi i fronti: si indebolisce ciò che già funziona senza costruire davvero qualcosa di nuovo”, prosegue il Segretario.

“C’è poi un tema che non può restare sullo sfondo e che chiediamo venga affrontato con la stessa urgenza: le stabilizzazioni. I lavoratori a tempo determinato e quelli con contratto 15-octies, conoscono il territorio e i suoi bisogni, e hanno diritto a risposte certe sul loro futuro. Continuare a lasciare nel limbo questa platea di professionisti è un errore che l’Azienda non può permettersi, né sul piano delle relazioni sindacali né su quello della qualità dei servizi” aggiunge Capezzuto.

“Siamo ancora in una fase iniziale, con le prime aperture su 33 strutture previste in provincia. Il momento per costruire una programmazione seria è adesso, prima che le criticità diventino strutturali e difficili da correggere. La FP CGIL è pronta al dialogo e disponibile a fare la propria parte” conclude Capezzuto.

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