A Casal Velino la politica non corre, passeggia. Mentre altrove il clima pre-elettorale solitamente ribolle di colpi di scena e veleni, all’ombra della torre si respira un’aria di calma piatta che definire “serafica” sarebbe un complimento eccessivo. La presentazione delle liste è alle porte, ma la sensazione dominante è quella di un film già visto, proiettato in una sala dove metà del pubblico ha già lasciato il posto.
La corazzata Pisapia e il gioco delle sedie
L’amministrazione uscente, guidata da Silvia Pisapia, sembra aver preso alla lettera il concetto di “calma olimpica”. Del resto, perché correre quando l’opposizione, negli ultimi cinque anni, ha dato l’impressione di aver gettato la spugna ancor prima di salire sul ring? La gestione Pisapia non sarà ricordata per i fuochi d’artificio o per trasformazioni urbanistiche radicali, ma i cittadini dal loro canto hanno preferito lamentarsi davanti ai bar anziché innescare meccanismi rivoluzionari.
Il grande dilemma amletico che ha tenuto banco per mesi — ovvero l’alternanza alla fascia tricolore tra la sindaca uscente e il veterano Domenico Giordano — si è risolto con un nulla di fatto. Sarà ancora Silvia Pisapia a guidare la lista “Il Veliero”, forte di quel 58% incassato cinque anni fa e dei 518 voti di Giordano, recordman di preferenze che, evidentemente, preferisce restare il “motore” del gruppo piuttosto che riprendersi il volante. La parola d’ordine è continuità: poche facce nuove, molta esperienza e un occhio di riguardo per le quote rosa, unico vero tassello da incastrare in un mosaico già ampiamente collaudato.
Il rebus della minoranza e i naufraghi della politica
Se da una parte si amministra la vittoria, dall’altra si gestisce la confusione. Luigi Lista esce di scena, lasciando dietro di sé le macerie di tentativi di aggregazione mai decollati. La ricerca di un leader ha assunto i contorni di una missione disperata, con lo sguardo rivolto persino oltre i confini comunali, sperando in qualche “rinforzo” esterno interessato a fare lo sgambetto alla Pisapia. Tuttavia, il ruolo di candidato sindaco non sembra attirare molti volontari: troppi i rischi, troppe le probabilità di finire schiacciati contro un risultato che appare già segnato.
Tra i “superstiti”, il nome che circola con più insistenza è quello di Fabio Morinelli. Il consigliere uscente, noto per essere uno dei pochi ad aver mostrato un minimo di vivacità tra i banchi dell’opposizione (almeno fin quando è stato presente), potrebbe ritrovarsi a guidare una truppa che definire eterogenea è un eufemismo. Le ipotesi di liste di partito, agitate come spauracchi durante l’inverno, sono svanite come nebbia al sole. Anche il mito della “lista dei giovani” si è confermato tale: un’idea suggestiva che spunta a ogni tornata elettorale e puntualmente affoga tra mancanza di entusiasmo e il “fuoco amico” di chi dovrebbe sostenerli.
La novità dei cinquemila: il genere fa la differenza
L’unico elemento di reale novità in questo scenario altrimenti statico è un dato demografico: Casal Velino ha ufficialmente superato la soglia dei 5.000 abitanti. Non è solo una questione di prestigio, ma un cambio radicale delle regole del gioco. Per la prima volta, gli elettori potranno esprimere due preferenze per i consiglieri comunali, a patto che siano di sesso diverso.
È questa la vera sfida tecnica di questa tornata. Mentre la minoranza cerca ancora di capire chi debba metterci la faccia, l’amministrazione Pisapia sta già spulciando l’anagrafe per blindare le quote rosa necessarie a sfruttare il nuovo meccanismo della doppia preferenza. Per gli amanti del dibattito politico inteso come scontro di idee e visioni future, il consiglio è di mettersi l’anima in pace: quest’anno a Casal Velino si contano i voti e le quote di genere, per la politica ci si rivede, forse, tra cinque anni.