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Capaccio Paestum, maxi sequestro a Foce Sele: scoperta discarica abusiva di 12.000 mq

Operazione a Capaccio Paestum: sequestrata un'area di 12.000 mq adibita a discarica abusiva. Denunciata società di Avellino per gravi reati ambientali.

Di:
Alessandra Pazzanese
Di:Alessandra Pazzanese
A 19 si è iscritta all’Albo dei Giornalisti Pubblicisti, laureata in Scienze della Comunicazione presso l’Università degli Studi di Salerno, ha lavorato per diverse testate giornalistiche...
Pubblicato il: 07/03/2026
Aggiornato il: 07/03/2026
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Un colpo al sistema dello smaltimento illecito di rifiuti è stato inferto Capaccio Paestum, in località Foce Sele. Una vasta operazione di controllo del territorio ha portato al sequestro preventivo di un’area di 12.000 metri quadrati, trasformata in una vera e propria discarica a cielo aperto. L’intervento, condotto con determinazione dalla Polizia Municipale sotto la guida del Maggiore Antonio Rinaldi, ha svelato uno scenario di grave degradazione ambientale all’interno di un’azienda zootecnica ormai dismessa.

L’operazione è il frutto di una sinergia operativa che ha visto il coinvolgimento diretto dell’Ufficio Urbanistica comunale, dei volontari del WWF Italia e dell’associazione NOETA. All’interno del sito sono stati rinvenuti ingenti quantitativi di rifiuti speciali, sia pericolosi che non pericolosi, stoccati in totale spregio delle normative vigenti.

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Il sofisticato sistema di sversamento dei reflui

Le indagini hanno permesso di ricostruire un ingegnoso quanto dannoso meccanismo di smaltimento illegale. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, i liquami prodotti da un’azienda zootecnica attigua, regolarmente in attività, venivano inizialmente accumulati in due vasche di stoccaggio. Attraverso un sistema di tubature interrate e accuratamente occultate, i reflui venivano poi travasati in una terza vasca situata nell’area dismessa.

Il passaggio finale del ciclo illecito prevedeva lo sversamento diretto sul suolo e nelle acque superficiali di un canale consortile, agevolato da un’apertura creata ad hoc in una parete della vasca. Tale condotta ha generato rischi altissimi per l’ecosistema locale, considerando che il canale confluisce direttamente nel fiume Sele.

Denunce e provvedimenti giudiziari

A seguito degli accertamenti, l’intera area e numerose attrezzature agricole sono state poste sotto sequestro. Le responsabilità penali ipotizzate sono ricadute sull’amministratore unico e su una società con sede legale ad Avellino, proprietari dell’attività zootecnica e locatari del fondo trasformato in discarica. Per entrambi è scattata la denuncia all’Autorità Giudiziaria per reati ambientali.

L’azione si inserisce in una più ampia campagna di controlli mirati, avviata nel mese di gennaio su precisa direttiva del Sindaco Gaetano Paolino e dell’Amministrazione Comunale, con l’obiettivo di eradicare i fenomeni di inquinamento che minacciano il patrimonio naturale di Capaccio Paestum.

La linea della fermezza contro lo scempio ambientale

Il Comando della Polizia Municipale ha ribadito la volontà di non concedere alcuno spazio all’illegalità, sottolineando come l’ambiente rappresenti una priorità assoluta nell’agenda politica e amministrativa della città.

«La tutela dell’ambiente non è negoziabile» – hanno dichiarato dal Comando – «i controlli proseguiranno in modo capillare e costante su tutto il territorio comunale per individuare e sanzionare chiunque attenti alla salute pubblica e al decoro del paesaggio». La sorveglianza resterà dunque altissima per prevenire ulteriori scempi e garantire la salubrità del territorio e delle sue risorse idriche.

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