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Piano ospedaliero: sul Cilento luci ed ombre

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Conferme per Sapri e Vallo della Lucania, contestato il futuro di Roccadaspide e Agropoli

Conferme per Sapri e Vallo della Lucania, contestato il futuro di Roccadaspide e Agropoli

Il piano ospedaliero varato lo scorso anno da Asl Salerno e Regione Campania, il mese scorso è stato oggetto di revisione. Le novità stanno emergendo in questi giorni e sono molteplici anche se tengono conto delle linee guida del piano 2016. Eppure qualcuno che sperava dei miglioramenti c’era, ed è rimasto deluso.

Nel Cilento sorridono soltanto Vallo della Lucania e Sapri. Il nosocomio dell’Immacolata conferma i suoi 114 posti letto ripartiti in questo modo: 10 per cardiologia, 15 per chirurgia generale, 20 per medicina, 18 per ortopedia e traumatologia, 15 per ostetricia e ginecologia, 10 per pediatria, 4 per terapia intensiva, 6 per l’Utic, e 16 per lunga degenza e rianimazione. Vallo della Lucania, invece, avrà i 322 posti letto. Fin qui non cambia nulla anche se dai territori nelle ultime settimane si sono sollevati cori di protesta per chiedere ai vertici dell’Azienda sanitaria salernitana di mettere in pratica il piano, cosa che fin ora non era avvenuta, lasciando i nosocomi in alcuni casi privi di servizi, ma soprattutto di personale con enormi disagi per l’utenza e gli stessi operatori.

Ma c’è chi sta peggio. Agropoli e Roccadaspide, infatti, saranno accorpati rispettivamente a Vallo della Lucania ed Eboli con soli 20 posti letto. Se per Agropoli si tratta di un dato positivo, considerato che era stato dismesso dalla giunta Caldoro, per Roccadaspide viene confermato un notevole ridimensionamento considerato che perde due terzi dei posti letto, l’autonomia e i reparti.

Entrambi gli ospedali avranno soltanto un pronto soccorso per le emergenze e posti letto di medicina generale. Il Comitato Civico pro ospedale della Valle del Calore e degli Alburni ha già chiesto immediati chiarimenti considerato che nei mesi scorsi erano state offerte ampie rassicurazioni sul futuro del nosocomio. Agropoli si è accontenta ma anche qui c’è chi storce il naso. Giovanni Basile, a capo del comitato che anni si batte per la salvaguardia del nosocomio, evidenzia che fin ora l’ospedale di Agropoli non ha ottenuto quello che ci si aspettava (ad esempio le tanto promesse sale operatorie) evidenziando tra l’altro che il pronto soccorso in realtà non permette di trattare i casi più gravi.

Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, mostra invece soddisfazione evidenziando che sono stati recuperati “170 milioni per l’edilizia sanitaria, fermi da 2012 perché mancava il piano, altri 300 milioni da un fondo di premiati nazionale che viene dato alle Regioni che rispondono ad alcuni criteri”. “Avendo messo ordine – ha detto De Luca – abbiamo recuperato soldi del 2014″. Il nuovo piano ha già ricevuto l’ok dal Governo e De Luca ha ricordato che il precedente atto “era relativo a settembre 2010, della precedente Giunta regionale con i precedenti commissario e sub commissario, il Piano Morlacco, che prevedeva chiusura ospedali”.
“Il nuovo piano prevede un incremento di 1637 posti letto – ha spiegato – A Caserta, la più penalizzata, 604; a Napoli 966; a Salerno 254. Recuperiamo ospedali destinati a chiusura: Incurabili, Ascalesi, Loreto Mare, San Felice a Cancello. Un altro aspetto sono i pronto soccorso: quello dell’Azienda dei Colli, quelli di Scafati ed Agropoli che erano chiusi, Ravello, Maddaloni, Boscotrecase, Rocca d’Evandro”. De Luca ha fatto sapere che è stata ottenuta anche una deroga per gli ospedali delle isole di Capri, Ischia e Procida e per quelli della fascia costiera.

1 Commento

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  1. iuliano giuseppe

    6 dicembre 2017 a 22:12

    Siccome i dirigenti campani della sanita’ sono stati tutti commissariati per incapacita’,se erano all’altezza non venivano messi in disparte, ed a gestire tutto e Vincenzino De luca politico che di sanita non capisce nulla. Perche’ non facciamo elaborare il piano sanitario regionali da tecnici di Regioni italiane dove la sanita funziona?

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