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Atto aziendale: perplessità della Uil sulla riorganizzazione del “San Luca”

Atto aziendale: perplessità della Uil sulla riorganizzazione del “San Luca”

Lettera ai vertici Asl: criticità nella gestione del personale e delle attrezzature per l’ospedale “San Luca” di Vallo della Lucania

Lettera ai vertici Asl: criticità nella gestione del personale e delle attrezzature

VALLO DELLA LUCANIA. Con una nota inviata ai vertici dell’Asl Salerno e ai lavoratori della presidio ospedaliero, la Uil Fpl ha evidenziato talune criticità rilevate nell’atto aziendale dell’Asl Salerno per quanto attiene l’ospedale “San Luca”. Il segretario del sindaco Biagio Tomasco, pur definendo “epocale” la svolta prevista per il nosocomio vallese esprime perplessità in merito alla “gestione del personale, delle attrezzature e risorse adatte alla bisogna”.

Quanto al personale, infatti, il sindacato evidenzia carenze tanto mediche quanto di comparto. Per Tomasco lo stesso atto aziendale non avrebbe tenuto minimamente conto “né del trend di attività storico delle unità ospedaliere, alcune a prevalenza prettamente chirurgica, né della fattispecie per cui il San Luca sia inserito tra quei presidi che, essendo nelle reti emergenziali, non possano in alcun modo rifiutare il ricovero finanche in sovrannumero, cosa facilmente riscontrabile già dal trend dei primi giorni dell’anno 2017, se non di tutto l’anno 2016”.

“Altra osservazione, per garantire un turno equo di servizio al personale di comparto, occorrerebbero almeno 12 unità, 10 per la rotazione M – P – N – S – R e 2 per la copertura di assenze improvvise e ferie”, sottolinea Tomasco. “Ora come si può immaginare di avere una dotazione di 8 unità infermieristiche in chirurgia vascolare ed urologia atteso che ambedue siano UU.OO. dedite all’attività chirurgica in elezione ed urgenza? E come si può immaginare, sempre in queste due UU.OO., una dotazione organica di 4 e 3 medici senza tener conto che nel momento in cui ci sia da attivare una sala operatoria, tanto in urgenza quanto in elezione, si debba giocoforza sguarnire il reparto di degenza?”, si chiedono dalla Uil. Lo stesso ragionamento vale anche per le altre unità.

“In definitiva – scrive Tomasco – riteniamo che il sistema di calcolo adottato per rideterminare la dotazione organica del PO San Luca di Vallo della Lucania non risulti aderente alla realtà e si debba far ricorso necessariamente ad un sistema di calcolo che vada a valutare quello che è l’Indice di Complessità Assistenziale specifico per ogni U.O., in modo da determinare con esattezza la pesatura di ogni ambiente lavorativo per la conseguente riassegnazione delle risorse. Cosa per la quale la nostra organizzazione è fin d’ora a disposizione.
Attenzione particolare andrebbe portata alla UO di Radiologia Medica, oggi ridotta ad un organico di dirigenti medici di tre sole unità, cosa che mette seriamente a rischio non solo la salute degli operatori costretti a turni massacranti, ma anche la sicurezza nella radiodiagnostica atteso che il surplus di lavoro di cui debbano farsi carico potrebbe portare ad errori indotti dalle facili e ben comprensibili conseguenze per l’utenza”.

Le perplessità, però, non riguardano solo il personale, ma anche le attrezzature. “Molteplici – evidenzia infatti il sindacalista – sono infatti le attrezzature vetuste nel presidio, basti pensare alle apparecchiature del laboratorio analisi, ai monitor per l’assistenza ai pazienti nel post operatorio, praticamente quasi inesistenti, il cistoscopio flessibile per gli interventi chirurgici di urologia, tutto il parco strumentario chirurgico di base oramai esausto considerati gli anni del suo utilizzo, colonne artroscopiche e di laparoscopia giunte al limite del loro utilizzo e sovente oggetto di manutenzione, i respiratori automatici essenziali in UU.OO. quali la CRTI che spesso e volentieri si trova a dover assistere il doppio dei pazienti che dovrebbe, il microscopio per la sala operatoria di neurochirurgia, da due anni a questa parte tornata ad alti livelli, l’angiografo per la sala di emodinamica tante volte deliberato e mai acquistato e tanto altro ancora, si pensi ai letti di degenza, che dovrebbe trovare la massima ed immediata attenzione per cercare di migliorare i LEA tanto invocati dalla struttura governativa della Regione Campania”.

Infine viene chiesto di voler procedere immediatamente a risolvere le contraddizioni che ancora insistono nel PO San Luca, quale quella delle due chirurgie, d’urgenza e generale, “che – spiega la Uil – se organizzate così come previsto nell’atto eliminerebbero duplicazioni di servizi inutili e dannose, oltre a reperire il personale di comparto necessario a riaprire l’U.O. di Chirurgia Vascolare da tanto tempo chiusa, nonostante le promesse effettuate di riapertura dal facente funzioni dirigente medico di presidio alla presenza dell’allora commissario straordinario Giuseppe Longo. Diversamente, attesa la richiamata duplicazione di servizi e funzioni, non rimarrà alla presente che rivedere il proprio giudizio sul Vostro operato, finora ottimo, cosa che ci porterebbe ad inutili quanto insanabili posizioni alternative”.

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