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La poesia del cilentano Stefano Contente: pubblicata la terza raccolta “Come Pietre”

Poesie in lingua e dialetto. Domenica la presentazione

Il giovane poeta cilentano Stefano Contente originario di Vatolla con la sua passione per la poesia è riuscito nella pubblicazione della sua terza raccolta di poesie in lingua e dialetto. “Come Pietre” questo il titolo del terzo lavoro di Stefano Contente pubblicato dalla Pubblisfera Edizioni dopo Scripta Manent e Orlamari, un nuovo sguardo dentro di sè e alla realtà circostante in una formula espressiva sempre toccante. Le poesie della raccolta racchiudono tre aspetti consueti della scrittura: l’espressione introspettiva, ci sono poesie che riguardano l’animo del poeta e ne riflettono i sentimenti suscitati dalla realtà prospettiva, esterna, quella espressa in altre poesie che interessano la visione circostante della terra in cui vive: il Cilento, e, riguardo ad esso, troviamo in altri versi l’aspetto retrospettivo , quello rivolto al passato dei questo territorio, un escursus tra passato e presente, tra attualità e tempi andati marcati dalla ricerca del poeta della parola dialettale, soprattutto quella ormai in disuso. Il simbolo della “pietra” assume nella raccolta molteplici significati: le pietre di un muro a secco nell’immaginario del poeta come uno spaccato sociale solidale e compatto, la pietra portatrice di memoria storica per la sua resistenza nel tempo, proprio come la parola tramandata, soprattutto quella dialettale. Le parole dialettali come le pietre di un muro a secco della nostra meravigliosa terra Cilento: resistenti e preziosi bagagli di memoria storica che percorrono la raccolta tra stagioni, profumi e colori tradotti in immagini poetiche. Il 21 Agosto alle 19.00 a Vatolla si terrà la presentazione della raccolta a cura del Comune di Perdifumo e la Fondazione G.B.Vico, un’occasione per leggere in versi la nostra terra in compagnia dell’autore Stefano Contente, l’ Avv.Rosaria Malandrino, il Sindaco Dott. Vincenzo Paolillo, il direttore della Fondazione Dott. Claudio Aprea, la Prof.ssa Maria Rosaria Verrone, il giornalista Roberto Fronzuti .

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