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Capaccio, impianto a biomasse: dopo l’ok del Governo nuove polemiche

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Arriva l’ok del Governo per l’impianto a biomasse a Capaccio e sul caso scoppia la polemica. Intanto i cittadini si preparano a nuove mobilitazioni.

Capaccio, impianto a biomasse: dopo l’ok del Governo nuove polemiche

Arriva l’ok del Governo per l’impianto a biomasse a Capaccio e sul caso scoppia la polemica. Intanto i cittadini si preparano a nuove mobilitazioni.

CAPACCIO. “L’impianto a biomasse? Non credo sarà realizzato entro il termine di giugno 2016”. Così il sindaco Italo Voza replica alla notizia che dal Governo è arrivato il via libera alla realizzazione della centrale a biomasse in località Sorvella – Sabatella. La decisione è stata presa nella serata di venerdì, a margine della seduta della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nei mesi scorsi il Ministero per lo Sviluppo Economico aveva già espresso parere positiva alla costruzione dell’impianto, mentre il Ministero della Salute si era riservato di chiedere un parere all’Istituto Superiore di Sanità circa la compatibilità della centrale elettrica con la tutela della salute pubblica. La risposta affermativa, arrivata nei giorni scorsi, ha permesso al Consiglio dei Ministri di dare l’ok “alla costruzione e all’esercizio di un impianto di fonte rinnovabile alimentato a biomassa per la produzione di energia elettrica e termica della potenza di 0,999MW, da costruirsi in località Sorvella, nel Comune di Capaccio”. La decisione non ha mancato di suscitere polemiche.

Il comitato civico che da mesi si batte contro la realizzazione dell’impianto è pronto a scendere nuovamente in campo ed intanto ha puntato il dito contro i politici: “avevano assicurato il loro interessamento – accusano – e questo è il risultato”.  “La parola passa ai cittadini – tuonano dal comitato Sorvella Sabatella – il Governo se ne frega dell’ambiente, dei prodotti tipici, della mozzarella, del parco archeologico di Paestum e del parere negativo dell’Asl, ma soprattutto dimostra di fregarsene della nostra salute”.

Da palazzo di città mantengono alta l’attenzione, confermando la propria contrarietà, ma evidenziano che se le prescrizioni dell’istituto superiore di sanità sono rimaste stringenti e se non vi saranno proroghe rispetto alla data di scadenza di giugno 2016, difficilmente l’impianto riuscirà mai ad aprire i battenti. Intanto gli oppositori attaccano: l’ex sindaco Enzo Sica, senza mezzi termini, ha invitato Voza a dimettersi.

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