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Chiuso il Psaut avanzato, Basile «Si continua a vivere di promesse»

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La chiusura del Psaut avanzato di Agropoli è l’ennesima umiliazione per un territorio costretto a vivere di promesse. Ad alzare i toni sulla vicenda è Giovanni Basile, a capo del comitato pro ospedale.

Chiuso il Psaut avanzato, Basile «Si continua a vivere di promesse»

La chiusura del Psaut avanzato di Agropoli è l’ennesima umiliazione per un territorio costretto a vivere di promesse. Ad alzare i toni sulla vicenda è Giovanni Basile, a capo del comitato pro ospedale.

«Cambiano gli attori, ma le nostre sorti rimangono le stesse. Si vive di promesse». Questo l’amaro commento di Giovanni Basile, a capo del comitato civico Pro Ospedale, dopo la notizia che il Psaut avanzato non verrà prorogato. «Lo PSAUT che a breve chiuderà aveva dato delle risposte. Era un inizio su cui lavorare di proroga in proroga con ampliamento di servizi», spiega Basile, che poi passa in rassegna i numeri: «nell’anno 2014 sono stati trattati presso il “vecchio” PSAUT circa 6.900 pazienti, mentre nel 2015 ad oggi siamo a 6.400 e per i prossimi 3 mesi supereremo 8.000 accessi. 30 persone al giorno in una struttura che dispensa servizi minimi».

«Da colloqui con gli addetti ai lavori – aggiunge l’avvocato agropolese – si ritiene che, proprio il laboratorio di analisi, sia, almeno in fase iniziale, il punto da cui partire per riaprire la struttura al territorio, atteso che i laboratori privati hanno dei budget molto limitati. Non si può prevedere, come fatto questa estate, un laboratorio di analisi, pagando 2 stipendi (medico e tecnico di laboratorio) per fare un unico tipo di esame, l’emocromo! Successivamente sarà necessario investire nei reparti». In particolare, spiega Basile, si dovrà ripartire “endocrinologia” e “oncologia”. «Entrambe queste specialità – evidenzia – non sono presenti nella nostra provincia. Se fossero presenti questi 2 reparti in ospedale, ciò comporterebbe che la struttura dovrebbe avere tutto l’apparato dell’emergenza urgenza H24 e, quindi, sarebbe risolto anche il problema per una apertura del pronto soccorso».

«Non è semplice – avverte il presidente del comitato – Ci vogliono sia la volontà che le risorse. Mi hanno indicato in circa 2 anni la possibile realizzazione di una riapertura di questo tipo. Purtroppo noi cittadini ci scontriamo nuovamente con la chiusura a riccio dei nostri interlocutori. Abbiamo da alcune settimane richiesto un incontro al Commissario Straordinario Avv. Antonio Postiglione, il quale continuando nel solco del suo predecessore Dott. Squillante, non ha avuto nemmeno la sensibilità di rispondere alle preoccupazioni di noi cittadini con un diplomatico “sono pieno di impegni, non posso”».

«Nei prossimi giorni mi consulterò con le associazioni ed i membri del comitato per valutare eventuali azioni – conclude Basile – atteso che la discussione del Piano Ospedaliero Regionale, non sembra un qualcosa del prossimo futuro».

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