Il prossimo venerdì 23 gennaio, San Mauro Cilento diventerà il baricentro di un’iniziativa cruciale per il futuro dei territori marginalizzati: la sigla di un Patto per le aree rurali di collina e di montagna. L’evento si inserisce nelle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario della Cooperativa Nuovo Cilento, una delle realtà cooperative più rilevanti e partecipate d’Italia. L’obiettivo dell’incontro è strutturare un’alternativa concreta alla rassegnazione e al declino che sembrano emergere anche dai documenti programmatici nazionali, proponendo un nuovo modello di sviluppo.
Un programma di impegni misurabili
Dal 21 al 25 gennaio 2026, sotto la direzione del professor Alex Giordano e con il supporto tecnico della task force di Rural Hack, un gruppo eterogeneo composto da ricercatori, attivisti e imprenditori agricoli si riunirà per scardinare la narrazione pessimistica che oggi grava sulle zone interne. L’iniziativa mira a contrastare fenomeni critici come lo spopolamento, la musealizzazione dei territori e il rischio che le tradizioni alimentari popolari si trasformino in beni di consumo elitari. Al centro del dibattito vi è la necessità di impegni che siano verificabili e misurabili, capaci di orientare scelte politiche ed economiche lontane dal disfattismo.
La Cooperativa Nuovo Cilento come infrastruttura sociale
Fondata il 21 gennaio 1976, la Cooperativa Nuovo Cilento rappresenta oggi un presidio fondamentale di 2500 ettari nel Parco Nazionale del Cilento, riunendo circa 450 soci. La sua attività principale riguarda la produzione di olio extravergine di oliva biologico e DOP Cilento, eccellenza della regione Campania. Oltre alla produzione, la cooperativa opera come una vera e propria infrastruttura comunitaria, promuovendo l’agricoltura sostenibile e la tutela della biodiversità come strumenti per generare reddito e coesione sociale, contrastando attivamente l’abbandono delle terre.
Il confronto tra istituzioni e territorio
La giornata inaugurale vedrà la partecipazione di numerose autorità e personalità di spicco, tra cui Giuseppe Cilento (fondatore della cooperativa), Antonello di Gregorio (presidente della stessa), Nicola Caputo (Consigliere del Ministro degli Esteri), e i vertici di Legacoop nazionale e regionale, Simone Gamberini e Anna Ceprano. Presenti anche rappresentanti del mondo della cultura, come il regista Mario Martone, e delle istituzioni locali e dei parchi. Il confronto muove dai dati della Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI): sebbene questi territori rappresentino il 60% della superficie nazionale, ospitano solo il 23% della popolazione, un dato in costante diminuzione che richiede un cambio di rotta immediato.
La visione per il futuro e la custodia della biodiversità
La necessità di un nuovo approccio sistemico è stata ribadita con forza da Giuseppe Cilento, il quale ha dichiarato: “Se continuiamo a sbagliare, a non contrastare efficacemente l’abbandono e lo spopolamento, questi dati terribili rischiano di divenire realtà consolidate. Serve una cultura sistemica per rigenerare colline e montagne: suolo vivo, biodiversità, acqua, comunità, scuola e credito. Solo così fermiamo declino, spopolamento e abusi del territorio”.
Il Patto non resterà un documento teorico: i firmatari sottoscriveranno un impegno personale per creare le condizioni necessarie affinché gli abitanti possano restare o tornare in questi territori. A suggellare l’evento sarà la cerimonia di affidamento dei semi della biodiversità locale agli agricoltori, con l’obiettivo di coltivarli e trasformarli in prodotti reali, sottraendoli alla logica della semplice esposizione o narrazione.
