Emergono nuovi e drammatici dettagli sulla tragedia consumatasi in località Ripe Rosse, a Montecorice, dove hanno perso la vita i giovani fidanzati Michele Pirozzi e Maria Magliocco. La dinamica del sinistro descrive una traiettoria fatale: l’auto su cui viaggiava la coppia, dopo l’impatto con un furgone che procedeva in direzione opposta, ha sfondato il guard rail, precipitando per circa 200 metri lungo il dirupo fino a schiantarsi sulla scogliera sottostante. Un impatto violentissimo che non ha lasciato scampo ai due occupanti.
La complessa macchina dei soccorsi e l’individuazione del relitto
L’allarme ha attivato immediatamente una complessa operazione di soccorso: mentre la Guardia Costiera individuava il relitto tra gli scogli, i Vigili del Fuoco tentavano un primo approccio calandosi dall’alto, operazione rivelatasi purtroppo senza esito a causa dell’impervietà del terreno. La svolta nelle operazioni di recupero è avvenuta grazie all’intervento dell’elicottero Felix 1, equipaggiato con visori notturni (NVG), che è riuscito ad atterrare nei pressi del tratto stradale interessato dall’incidente.
Il difficile recupero via terra e via mare
Le testimonianze dei protagonisti delineano un quadro di estrema difficoltà tecnica. Sotto l’autorizzazione della Centrale Operativa, l’equipe sanitaria composta dall’anestesista rianimatore, la dott.ssa Adele Longobardi, e dall’infermiere di area critica, il dott. Francesco Faiella, si è avventurata verso il sito dell’impatto. Supportati dal tecnico di elisoccorso del Soccorso Alpino, Alberto Cerrotta, i sanitari hanno percorso un sentiero scosceso fino a raggiungere la riva, per poi essere trasbordati via mare da un’imbarcazione privata.
Il tragico epilogo e la testimonianza del medico
Giunti sul punto dell’impatto, i soccorritori hanno trovato il fratello di una delle vittime, giunto sul posto con mezzi propri. Il dottor Guido Andrea Rossano, medico rianimatore, ha ricostruito le fasi cruciali dell’intervento:
“I due sanitari […] hanno quindi imboccato un sentiero scosceso che li ha condotti fino all’acqua. Trasportati da un’imbarcazione privata fino al sito dell’impatto, ove il fratello di una delle due vittime era riuscito ad arrivare mediante analoga imbarcazione, non hanno potuto far altro che costatare il decesso, presumibilmente istantaneo, dei due precipitati, identificati grazie alla collaborazione del congiunto”.
L’operazione, iniziata alle 22.30, si è protratta per tutta la notte, concludendosi solo alle 05.00 del mattino. La comunità locale resta scossa da un evento che ha trasformato un tratto panoramico del Cilento in uno scenario di dolore.
