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Spiagge inaccessibili ad Agropoli: il CNDDU richiama le istituzioni sui diritti dei disabili

Il CNDDU interviene sull'inaccessibilità della spiaggia libera di Agropoli, chiedendo interventi urgenti contro le barriere architettoniche e le discriminazioni.

Di: Redazione Infocilento
Pubblicato il: 10/01/2026
Aggiornato il: 10/01/2026
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Spiaggia Agropoli

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) è intervenuto ufficialmente sulla questione dell’inaccessibilità della spiaggia libera di Agropoli, in seguito alla segnalazione dell’attivista Christian Durso. Il tratto interessato è quello compreso tra il Lido Venere e la foce del fiume Solofrone, dove circa cinquecento metri di litorale risultano di fatto preclusi alle persone con disabilità motoria. Secondo il Coordinamento, non si tratta di un problema marginale, ma di un “nodo giuridico e istituzionale” che coinvolge precise responsabilità degli enti locali.

Barriere architettoniche e negazione dei diritti

L’analisi della documentazione evidenzia come gli accessi attuali siano caratterizzati da barriere strutturali insormontabili, quali scale prive di rampe o percorsi degradati e sconnessi. Questa situazione impedisce l’uso di ausili per la mobilità, determinando una esclusione sistematica dei cittadini dalla fruizione di un bene pubblico primario. Il CNDDU ribadisce che il diritto all’accessibilità non è una scelta opzionale della pubblica amministrazione, ma un obbligo derivante dai principi costituzionali di uguaglianza sostanziale.

Obblighi normativi e profili discriminatori

La persistente chiusura di questo tratto di costa configura una condizione potenzialmente discriminatoria. Il Coordinamento richiama il rispetto della normativa nazionale e della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. “Il diritto all’accessibilità non ha natura opzionale né può essere subordinato a valutazioni discrezionali o stagionali”, si legge nella nota ufficiale, sottolineando come la rimozione degli ostacoli sia un dovere imprescindibile della Repubblica per garantire la pari dignità sociale.

Richiesta di chiarimento istituzionale

È stato richiesto un intervento urgente per comprendere le ragioni del mancato adeguamento del sito, nonostante le segnalazioni formali già inviate. Il CNDDU interroga le autorità sui tempi previsti per il ripristino della piena fruibilità del bene demaniale e su eventuali impedimenti tecnici che avrebbero finora bloccato i lavori. La proposta di Christian Durso — che prevede la messa a norma del sentiero esistente o la creazione di una passerella vicino alla strada provinciale — viene definita dal Coordinamento come una soluzione “ragionevole, proporzionata e coerente con i doveri giuridici gravanti sugli enti competenti”.

Tutela della dignità e legalità costituzionale

Il presidente del CNDDU, prof. Romano Pesavento, evidenzia che rendere accessibile una spiaggia non è un semplice intervento edilizio, ma un atto di rispetto dello Stato di diritto. Ogni ulteriore ritardo nella risoluzione della criticità ad Agropoli viene interpretato come una lesione quotidiana della dignità umana. Le istituzioni sono chiamate a fornire risposte trasparenti e tempestive, poiché la negazione dell’accesso al mare rappresenta, secondo il Coordinamento, una “negazione sostanziale del diritto di cittadinanza”.

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