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Sanità nel Cilento, il comitato “Obiettivo Ospedale” lancia l’ultimatum: presidio permanente e azioni legali

Il comitato "Obiettivo Ospedale di Agropoli" annuncia un presidio permanente H24 e un esposto in Procura contro Regione e ASL per chiedere la riapertura del Pronto Soccorso.

Di: Redazione Infocilento
Pubblicato il: 23/05/2026
Aggiornato il: 23/05/2026
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Ospedale Agropoli

Si accende la protesta ad Agropoli per la gestione della sanità nel distretto. Sabato 23 maggio 2026, l’aula consiliare del Comune ha ospitato un teso confronto tra il comitato civico “Obiettivo Ospedale di Agropoli”, il sindaco Roberto Mutalipassi e il vicesindaco di Ogliastro Cilento. Al centro del dibattito, una situazione definita dai cittadini “critica e irreversibile”, segnata da una profonda esasperazione nei confronti dei vertici dell’ASL Salerno e della Regione Campania.  

Le accuse dei cittadini e i nodi della programmazione sanitaria

Il comitato ha espresso una netta diffidenza verso l’ipotesi di istituire un’Azienda Ospedaliera del Parco del Cilento. Secondo i rappresentanti civici, l’autonomia di spesa di tale ente finirebbe per favorire la struttura di Vallo della Lucania, penalizzando Agropoli e Sapri, che resterebbero presidiate solo da “medici itineranti” nel periodo compreso tra giugno e settembre.  

Sotto la lente d’ingrandimento sono finiti anche gli investimenti del PNRR destinati a Case e Ospedali di Comunità. Il rischio paventato è che tali strutture sottraggano spazi fisici e legittimità normativa al progetto di un vero e proprio Pronto Soccorso. Viene inoltre contestata una forte sproporzione rispetto ad altri centri della provincia di Salerno, come Oliveto Citra, Battipaglia, Eboli e Roccadaspide. Queste località, pur disponendo di bacini d’utenza inferiori, sono dotate di strutture d’emergenza, mentre il comprensorio di Agropoli-Capaccio, che conta oltre 45.000 residenti stabili che aumentano sensibilmente in estate, ne rimane privo.  

Tre azioni di forza: dal presidio all’esposto in Procura

Per ottenere l’attivazione immediata del Pronto Soccorso, il comitato ha annunciato tre imminenti azioni di forza:  

 Presidio Permanente (H24): Lunedì sarà protocollata la richiesta per occupare il suolo pubblico davanti all’ospedale a tempo indeterminato.  

 Esposto in Procura: Un avvocato, rappresentante del comitato, sta completando un atto formale contro la Regione Campania e i vertici dell’ASL per le ipotesi di “omissione e abuso di atti d’ufficio” e per la violazione del diritto alla salute. L’obiettivo è depositare il documento entro la fine del mese, in concomitanza con una manifestazione davanti al Tribunale.  

 Restituzione delle tessere elettorali: Come forma estrema di protesta politica, i cittadini si dicono pronti a riconsegnare i propri documenti di voto guidati dallo slogan “Senza la garanzia dei diritti, nessuna imposizione dei doveri”.  

Il confronto con l’amministrazione e la chiamata a raccolta dei sindaci

Il sindaco Roberto Mutalipassi ha preso parte attiva all’incontro, condividendo la gravità del problema ma richiamando alla complessità della macchina amministrativa. Il primo cittadino ha ammesso che il diritto alla salute ad Agropoli risulta negato da oltre un ventennio e che la chiusura formale risale al 2013. Dal canto suo, il comitato ha replicato ricordando come l’inaugurazione del 2017 fosse in realtà un semplice “Primo Soccorso” pubblicizzato in modo ingannevole come “Pronto Soccorso”, mantenendo perfino la cartellonistica stradale.  

Mutalipassi ha specificato che la pubblica amministrazione deve necessariamente muoversi tramite programmazione e modifiche formali degli atti aziendali, sottolineando che non sia possibile riaprire una struttura di emergenza dall’oggi al domani. Si è tuttavia dichiarato pronto a siglare qualsiasi soluzione concreta e a superare le logiche di partito. Entrambe le parti hanno concordato sul fatto che la carenza di un presidio ospedaliero generi un grave danno economico e penalizzi il turismo nel Cilento.  

In chiusura, il comitato ha chiesto al sindaco di Agropoli di farsi promotore di un’azione comune per compattare tutti i 37 primi cittadini del distretto sanitario. La richiesta prevede la convocazione urgente della Conferenza dei Sindaci entro la fine del mese, anche in orario notturno per agevolare la partecipazione. Secondo i promotori della protesta, i sindaci dovranno “metterci la faccia”, assumersi la responsabilità politica e firmare l’esposto per fare fronte comune contro le decisioni della Regione. Il sindaco Mutalipassi si è impegnato a trasferire integralmente le istanze ai colleghi del territorio. 

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