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Sanità, bufera al Ruggi di Salerno: “Recupero somme senza confronto”, la denuncia del Nursind

Al centro della vicenda c’è una decisione adottata a fine dicembre che prevede il recupero di somme ritenute eccedenti, spalmate addirittura su più anni futuri

Di: Comunicato Stampa
Pubblicato il: 06/01/2026
Aggiornato il: 06/01/2026
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Biagio Tomasco, Nursind

Non è solo una questione di numeri, ma di metodo, rispetto e responsabilità. È da questo presupposto che il Nursind, sindacato degli infermieri di Salerno, lancia un duro atto di denuncia contro la gestione delle risorse economiche dell’azienda ospedaliera di via San Leonardo, accusata di voler far pagare ai lavoratori errori e mancanze che non competono a chi ogni giorno garantisce l’assistenza ai pazienti.

La vicenda

Al centro della vicenda c’è una decisione adottata a fine dicembre che prevede il recupero di somme ritenute eccedenti, spalmate addirittura su più anni futuri, senza alcun confronto preventivo con i rappresentanti dei lavoratori. Una scelta che ha fatto scattare una formale diffida e che ora rischia di aprire un contenzioso serio.

La denuncia

«Siamo davanti a un atto grave e inaccettabile – dichiara il segretario generale Biagio Tomasco – perché si pretende di far ricadere indistintamente su tutti i lavoratori un debito che non è stato causato da loro. Qui nessuno ha acceso mutui o firmato spese fuori controllo. Le persone hanno solo lavorato, spesso oltre il dovuto, per garantire servizi essenziali in una struttura complessa come un grande ospedale».

L’affondo

Tomasco punta il dito anche sul metodo utilizzato. «Non si può decidere tutto dall’alto, senza spiegare, senza discutere, senza fornire dati chiari. Il confronto non è una gentile concessione, è un dovere. E quando viene meno, si calpestano diritti fondamentali».

Sulla stessa linea il segretario amministrativo Adriano Cirillo, che richiama l’attenzione sulla gestione delle risorse. «Qui il problema non è il lavoro svolto dal personale, ma l’assenza di controllo e di programmazione. Se per anni si autorizzano spese senza verificare la reale disponibilità, la responsabilità non può essere scaricata su chi ha semplicemente eseguito ordini di servizio».

Cirillo usa un’immagine chiara: «È come se qualcuno facesse acquisti senza guardare il conto e poi chiedesse ai figli di pagare il conto. Questo non è equo e non è giusto».

Tra dubbi e tensioni

Durissime anche le prese di posizione dei rappresentanti dei lavoratori. Domenico Ciro Cristiano parla di una misura che rischia di spaccare il clima interno. «Si chiede a persone che magari non hanno mai fatto un’ora in più di lavoro di ripianare un presunto debito generato da altri. È una scelta che crea tensioni, frustrazione e un forte senso di ingiustizia».

Per Valerio Guida Festosi il nodo è la mancanza di trasparenza. «Abbiamo chiesto più volte di conoscere nel dettaglio cosa ha generato questo squilibrio, ma non abbiamo mai ricevuto risposte complete. Senza chiarezza non può esserci nessuna soluzione condivisa».

Infine Carmine Sammartino richiama l’attenzione sulle conseguenze future. «Se passa il principio che gli errori di gestione li pagano sempre i lavoratori, domani potrà succedere di nuovo. Noi questo precedente non lo accetteremo».

Le richieste

Il sindacato chiede ora l’immediato ritiro della decisione e la convocazione urgente di un tavolo di confronto. In caso contrario, annuncia azioni legali a tutela dei lavoratori. Una vertenza che, da semplice questione contabile, si sta trasformando in un caso emblematico sul rispetto delle regole e della dignità di chi lavora ogni giorno nella sanità pubblica.

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