Le associazioni ambientaliste Italia Nostra, Legambiente Salerno “Orizzonti” e il Comitato “Salute e Vita” hanno espresso una ferma opposizione al nuovo progetto di espansione dello scalo salernitano. La contestazione nasce dall’analisi del masterplan che delinea il futuro dell’area portuale, un programma di interventi che, secondo i rappresentanti dei cittadini, avrebbe un impatto irreversibile sul territorio cittadino e sulla costa circostante.
La minaccia alla spiaggia pubblica di via Ligea
Il punto centrale della protesta riguarda la sopravvivenza degli spazi pubblici litoranei. Le associazioni denunciano che le opere previste dal piano di sviluppo porteranno inevitabilmente alla “cancellazione della spiaggia pubblica a ridosso del Molo di Ponente”. Questo arenile, situato in via Ligea, rappresenta uno dei pochi spazi di accesso libero al mare rimasti nella zona industriale e portuale della città, e la sua scomparsa viene vista come un sacrificio inaccettabile in favore dell’attività commerciale.
Gli interventi previsti nel masterplan 2030
Il documento di programmazione prevede una serie di trasformazioni infrastrutturali profonde da completare entro il 2030. Tra gli interventi principali figurano l’ampliamento della banchina di ponente, il prolungamento del Molo di Ponente e l’allungamento del Molo di Levante. Queste modifiche non sono limitate al solo perimetro portuale, ma avrebbero ripercussioni dirette sulla navigazione e sulla sicurezza ambientale del golfo.
Rischi per l’ecosistema della Costa d’Amalfi
Un’altra preoccupazione rilevante sollevata dagli ambientalisti riguarda il cambiamento delle manovre navali. Le nuove infrastrutture obbligherebbero a una revisione dei percorsi marittimi: “Ciò comporterà pure la modifica delle rotte d’ingresso in porto delle navi, che avverrà più sottocosta tra Cetara e Vietri sul Mare, mettendo a rischio l’ecosistema della Costa d’Amalfi, già patrimonio Unesco”. Il timore è che il passaggio di grandi imbarcazioni a ridosso della costiera possa danneggiare un equilibrio ambientale già fragile e internazionalmente protetto.
L’appello alla cittadinanza per la tutela del territorio
Le sigle coinvolte nella protesta sottolineano come il territorio salernitano abbia già pagato un prezzo elevato in termini di sostenibilità. “Salerno ha già dato molto al porto in termini di impatto ambientale e di inquinamento. Ora basta!” dichiarano congiuntamente le associazioni nella loro nota ufficiale. Per manifestare il proprio dissenso, è stata organizzata una mobilitazione pubblica prevista per domenica alle ore 10:00 proprio sull’arenile della spiaggia libera di via Ligea, luogo simbolo della battaglia contro l’espansione del porto.

Giusto una precisazione: l’articolo è sull’ampliamento del porto ma la foto è quella dell’aeroporto 😅