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Nasceva oggi Paolo De Matteis, il genio cilentano che conquistò le corti d’Europa

Dalla scuola di Luca Giordano alle corti di Luigi XIV e dei Papi, un viaggio tra il genio barocco e l'amore per la sua terra natia, Piano Vetrale

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Redazione Infocilento
Di:Redazione Infocilento
La redazione di InfoCilento è composta da circa trenta redattori e corrispondenti da ogni area del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. E' questa la vera...
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Pubblicato il: 09/02/2026
Aggiornato il: 09/02/2026
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Paolo De Matteis

Il 9 febbraio 1662 nasceva a Piano Vetrale Paolo De Matteis, figlio di Decio e Lucrezia Orrico. Destinato a diventare uno dei protagonisti della pittura barocca tra Sei e Settecento, De Matteis si trasferì giovanissimo a Napoli per formarsi sotto la guida di Francesco Di Maria e, successivamente, del celebre Luca Giordano. Di quest’ultimo divenne l’allievo più brillante, riuscendo, secondo diversi critici, a superare il maestro nella delicatezza delle rappresentazioni mitologiche.

Tra sacro e profano, il soprannome e la personalità

Conosciuto anche come “Paoluccio della Madonnina”, l’origine del suo pseudonimo oscilla tra realtà familiare e leggenda pontificia. Se per molti il nome derivava dai tratti gentili della madre, altri suggeriscono che fu Papa Innocenzo XIII a coniarlo dopo aver ricevuto in dono una piccola tela mariana dall’artista. Personalità complessa, sospesa tra genio e sregolatezza, De Matteis visse un’esistenza dinamica, costellata da grandi commissioni per papi e sovrani.

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La formazione romana e il respiro internazionale

Nel 1682 l’artista approdò a Roma sotto la protezione del Marchese del Carpio. Qui frequentò l’Accademia di San Luca e il pittore Giovanni Maria Morandi, entrando in contatto con le teorie di Bellori e il classicismo francese. Questo crocevia culturale segnò profondamente il suo stile, rendendolo capace di dialogare con il gusto internazionale del tempo.

La sua carriera lo portò a viaggiare incessantemente: dai lavori per Luigi XIV a Parigi tra il 1703 e il 1705, fino ai soggiorni in Austria, Spagna e Inghilterra. Nonostante il successo europeo, Napoli rimase il suo fulcro operativo, dove realizzò capolavori come la volta della Cappella di Sant’Ignazio nella Chiesa del Gesù Nuovo.

L’eredità artistica e il legame con il Cilento

Le opere di De Matteis sono oggi conservate nei più prestigiosi musei del mondo, dal Louvre di Parigi alla National Gallery di Londra, fino alla pinacoteca di Brera a Milano. Eppure, un legame indissolubile lo univa alla sua terra d’origine. Studi recenti e l’analisi di discendenti dell’autore sottolineano come molti sfondi delle sue tele riproducano scorci del Cilento.

Un esempio emblematico è il “Riposo durante la fuga in Egitto” (1685 ca.), dove l’ambientazione richiama la parte alta di Piano Vetrale con il profilo di Gioi Cilento e della sua antica torre castellare sullo sfondo.

Il ricordo a Piano Vetrale e la fine a Napoli

Oggi, chi visita il suo paese natale può ammirare un busto bronzeo realizzato da Emanuele Stifano e osservare la casa natia, al centro di un progetto che punta a trasformarla in una casa-museo.

Paolo De Matteis si spense a Napoli il 26 luglio 1728, venendo sepolto nella Chiesa della Concezione. Lasciò dietro di sé una folta schiera di allievi, tra cui i Sarnelli e Giuseppe Mastroleo, e un’eredità artistica che ancora oggi, da Cassino a Madrid, testimonia la grandezza di un “Cilentano d’Europa”.

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