L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha acceso un faro sulle modalità di assegnazione delle concessioni demaniali marittime nel porto di Agropoli. Attraverso una dettagliata segnalazione inviata il 19 febbraio 2026, l’Autorità ha espresso forti perplessità riguardo alle scelte amministrative intraprese dalla Giunta Comunale, mettendo in discussione la legittimità e la trasparenza dei percorsi seguiti per la gestione degli ormeggi e dei servizi portuali.
Le criticità del modello di auto-affidamento e subconcessione
Al centro del rilievo mosso dall’Antitrust vi è la deliberazione della Giunta n. 545 del novembre 2025. Il Comune ha previsto di auto-assegnarsi le concessioni demaniali per un periodo di venti anni, pianificando contestualmente l’affidamento a terzi di alcune aree mediante lo strumento della subconcessione, ai sensi dell’articolo 45-bis del Codice della navigazione.
Secondo l’AGCM, tale schema procedurale appare “in qualche misura anomalo”. L’Autorità evidenzia come il ricorso alla subconcessione, in questo specifico contesto, sembri finalizzato a evitare il confronto competitivo. In particolare, si legge nel documento che l’uso dell’articolo 45-bis “appare nel caso di specie funzionale a eludere il confronto concorrenziale e che mal si presta ad affidamenti che dovrebbero essere assegnati mediante procedura a evidenza pubblica”.
Mancanza di trasparenza e obblighi di relazione economica
Un punto focale della contestazione riguarda l’assenza della relazione illustrativa prevista dal d.lgs. n. 201/2022. Trattandosi di un servizio pubblico locale a rilevanza economica, l’Ente avrebbe dovuto analizzare ed esplicitare le ragioni economico-finanziarie che giustificano la modalità di gestione scelta rispetto alle alternative di mercato.
L’Antitrust sottolinea che il Comune ha enunciato i criteri di preferenza solo in modo generico. Inoltre, viene richiamata una recente giurisprudenza del Consiglio di Stato che definisce “arcaica e informale” la procedura attivata su istanza di parte, auspicando invece modelli basati sull’avvio d’ufficio per garantire una reale parità di trattamento tra gli operatori.
Il richiamo ai principi di libera concorrenza
L’AGCM ha sollevato dubbi anche sui criteri di selezione indicati nell’avviso pubblico del 1° dicembre 2025. La tendenza a valorizzare eccessivamente l’esperienza già acquisita in regime di concessione è vista come un potenziale ostacolo all’ingresso di nuovi soggetti. “L’eccessiva valorizzazione dell’esperienza acquisita […] può comportare significative restrizioni della concorrenza, nella misura in cui si traduce in una preferenza a favore di operatori già attivi nel mercato”, avverte il Garante.
Il richiamo alla disciplina vigente è netto: l’amministrazione deve garantire che il bene pubblico sia utilizzato da soggetti idonei attraverso procedure che permettano un controllo rigoroso e una competizione effettiva. Citando il Consiglio di Stato, l’Autorità ricorda che la ratio delle autorizzazioni è evitare che il concessionario possa “acquisire un’indebita rendita di posizione con l’assicurarsi il bene e poi con il ritrasferirlo a terzi alle condizioni da esso arbitrariamente fissate”.
Le richieste dell’Antitrust al Comune di Agropoli
In conclusione della segnalazione, firmata dal Presidente Roberto Rustichelli, l’AGCM ha formulato un invito perentorio all’amministrazione cilentana. Il Comune di Agropoli è sollecitato ad adottare la relazione che giustifichi la modalità di gestione e ad avvalersi di procedure a evidenza pubblica concretamente rispettose dei principi di equità e non discriminazione.
L’Ente ha ora trenta giorni di tempo dalla ricezione della nota per comunicare all’Autorità le iniziative assunte per superare le criticità evidenziate e ripristinare un corretto regime di concorrenza nell’area portuale.
