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Cilento

Nasceva oggi Franco Antonicelli: ad Agropoli il confino che divenne casa

Il confino ad Agropoli trasformò la vita di Franco Antonicelli, scrittore e mentore di Gianni Agnelli. Un legame profondo tra cultura, memoria e Cilento

Di: Redazione Infocilento
Pubblicato il: 06/11/2025
Aggiornato il: 06/11/2025
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Franco Antonicelli

“Ho sentito parlare di questi posti grazie ai racconti che mi faceva Franco Antonicelli, il mio istitutore”. Così Gianni Agnelli ricordava il suo arrivo ad Agropoli con lo yacht. In quel centro cilentano, ormai, si sentiva di casa.

Franco Antonicelli: scrittore, politico e giornalista

Franco Antonicelli, nato a Voghera nel 1902, fu confinato ad Agropoli tra l’estate del 1935 e la primavera del 1936. Scrittore, giornalista, editore e figura critica dell’Italia repubblicana, visse il Cilento come un esilio forzato ma anche come fonte d’ispirazione. A questa terra dedicò il manoscritto inedito “Autunno ad Agropoli”.

Un legame profondo con il Cilento

Il rapporto con Agropoli e Paestum fu intenso. Antonicelli si sposò nella chiesa della Madonna del Granato a Capaccio Paestum, il 26 dicembre 1936. Come racconta il giornalista Oreste Mottola, indossava tight e cilindro, mentre la sposa, Renata Germano, figlia del notaio Fiat Annibale, sfoggiava un abito ispirato all’antichità pestana.

L’arrivo delle auto da Torino e la scorta pubblica alimentarono la curiosità dei braccianti locali, ignari dell’identità degli sposi. In quegli anni, la stampa taceva eventi simili, mentre la radio trasmetteva solo propaganda fascista.

Il precettore di Gianni Agnelli

Antonicelli, laureato in lettere e giurisprudenza, fu il precettore del giovane Gianni Agnelli. La sua carriera pubblica fu interrotta nel 1929, quando scrisse una lettera di solidarietà a Benedetto Croce, contrario ai Patti Lateranensi. Condannato a un mese di carcere, gli fu vietato ogni impiego statale, spingendolo verso l’insegnamento privato.

Il 15 maggio 1935, fu arrestato con altri membri del gruppo torinese di “Giustizia e Libertà” e della rivista “La Cultura”, a seguito di una delazione dello scrittore Pitigrilli.

Vita ad Agropoli: tra cultura e umanità

Durante il confino, Antonicelli si immerse nella vita locale: dipingeva paesaggi, raccoglieva canzoni popolari, fotografava e conversava con pescatori e contadini. Avrebbe voluto esplorare l’entroterra, ma gli fu vietato.

“Gli agropolesi gli vollero bene. Quel giovane signore colto ed elegante parlava con tutti. Ed ascoltava”, ricorda Domenico Chieffallo, autore di un libretto sui confinati ad Agropoli.

Antonicelli scrisse ad un amico: “Non abbiamo mai dimenticato Agropoli: io specialmente, quanto più passa il tempo, tanto più penso con piacere e nostalgia al vostro paese”.

Passava le serate sui gradoni del porto, tra conversazioni e fotografie. Al mattino, si recava alla marina per ascoltare storie e canti. Ogni giorno scriveva a Renata una cartolina con una foto di Agropoli e una canzone cilentana.

Fu padrino al battesimo di Cristina, figlia di Carola, proprietaria dell’albergo più rinomato del Cilento, frequentato da Umberto di Savoia e, in segreto, da Benedetto Croce.

“Di quell’anno ad Agropoli – conclude Chieffallo – resta il ricordo di una raffinata eleganza di modi, di comportamento, di parola. Un animo colto e gentile”.

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