È stato presentato al Vinitaly il report promosso dall’associazione Le Donne del Vino Campania e realizzato con il coordinamento scientifico di Rural Hack. Non si tratta di una semplice fotografia di settore, ma di un’indagine che analizza come il comparto vinicolo si stia misurando con l’intelligenza artificiale, la sostenibilità e una nuova forma di leadership. Alla presentazione hanno partecipato figure chiave delle istituzioni e della ricerca, tra cui il professor Alex Giordano (Rural Hack), l’assessora Maria Carmela Serluca (Regione Campania) e Daniela Mastroberardino, presidente nazionale de Le Donne del Vino.
Intelligenza Artificiale: tra desiderio e gap di competenze
Il dato più significativo emerso dalla ricerca riguarda l’intelligenza artificiale: oggi il 59% delle imprese non la utilizza ancora, ma ben il 91% dichiara di volerla adottare in futuro. Questo divario rivela una soglia culturale: le aziende percepiscono il potenziale dell’IA, ma faticano a integrarla stabilmente nei processi decisionali. Sebbene la digitalizzazione sia già presente (il 91% ha un sito web e l’84% usa i social), essa resta confinata alla comunicazione e alla gestione amministrativa, faticando a diventare una vera “architettura” di governo aziendale.
Sostenibilità: un valore concreto per l’economia
Sul fronte ambientale, la sostenibilità non è più solo un elemento reputazionale ma una pratica dai risvolti economici tangibili. Il 66% delle imprese registra una riduzione degli impatti ambientali, il 59% una diminuzione dei costi e il 41% un aumento della produttività. Questo dimostra che l’attenzione all’ecosistema genera effetti concreti sulla salute finanziaria delle aziende agricole campane.
Le criticità: la carenza di figure digitali e formazione
Il principale ostacolo alla trasformazione digitale non è la tecnologia in sé, ma la carenza di strutture e competenze adeguate. Il 53% delle imprese segnala la mancanza di competenze interne come limite principale, mentre il 47% dichiara di non avere una figura dedicata al digitale. Per questo motivo, il 75% delle intervistate indica nella formazione la priorità assoluta per il futuro. Come sottolineato dal professor Giordano, l’innovazione resta spesso legata alla sensibilità individuale della titolare senza tradursi in una struttura aziendale codificata.
Verso un Osservatorio Permanente per il settore
Dal dibattito è emersa la proposta di istituire un Osservatorio Permanente “Donne, Vino e Futuro”. L’iniziativa punta a creare un patto stabile tra ricerca (Rural Hack), imprese (Le Donne del Vino) e istituzioni (Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania) per trasformare i dati della ricerca in un piano di lavoro comune. L’obiettivo è supportare una trasformazione in cui innovazione e identità del territorio possano crescere insieme.
