Il passaggio della gestione del servizio idrico di Buonabitacolo alla società Consac spa, annunciato dal sindaco Giancarlo Guercio, ha sollevato una dura reazione da parte del Comitato Acqua. L’organizzazione ha espresso un profondo disappunto per le modalità con cui è stato adottato il provvedimento, sottolineando come una decisione di tale rilevanza per la cittadinanza sia avvenuta in assenza di un adeguato confronto democratico. Secondo il comitato, l’atto, pur essendo legato a una sentenza del Consiglio di Stato, sarebbe stato gestito in “spregio delle più elementari regole di democrazia e trasparenza”.
Le richieste di chiarimento indirizzate al sindaco
Il Comitato ha rivolto una serie di quesiti diretti al primo cittadino, focalizzandosi sulla mancanza di coinvolgimento della popolazione e sulla gestione dell’iter legale. Viene chiesta una relazione dettagliata sulle azioni intraprese dal Comune e dal legale incaricato per dimostrare la diligenza dell’operato.
Un punto centrale della critica riguarda la sottoscrizione del contratto con Consac, avvenuta senza una preventiva convocazione del Consiglio Comunale per informare formalmente gli altri amministratori. Inoltre, si contesta la mancata pubblicazione dell’atto sull’albo pretorio e nella sezione dedicata all’amministrazione trasparente del sito istituzionale.
Il ruolo e la posizione dei consiglieri comunali
L’attenzione del Comitato si sposta poi sui consiglieri, chiamati a esprimersi sull’opportunità politica e istituzionale del gesto del sindaco. Ai rappresentanti dei cittadini viene chiesto se ritengano rispettoso il fatto di non essere stati consultati prima della firma e se intendano avallare la decisione assumendosene la responsabilità.
Il Comitato sollecita i consiglieri a chiarire quali azioni intendano intraprendere in sede di consiglio e a valutare se l’operato del sindaco in questi anni sia stato improntato alla correttezza e alla puntualità informativa verso gli elettori.
Proposte per un confronto pubblico trasparente
Per risolvere la controversia, il Comitato invita l’amministrazione a redigere un documento di pubblica consultazione o, in alternativa, a organizzare un incontro pubblico. Per quest’ultima ipotesi, vengono fissate condizioni precise per garantire un dibattito equo: preavviso adeguato, assenza di eventi concomitanti e una moderazione affidata a una figura super partes, preferibilmente un giornalista. “
Si risponda punto per punto ai quesiti posti e non con excursus prolissi e fuori tema”, sottolinea il Comitato, richiedendo inoltre che venga garantito lo spazio per le repliche dopo la trattazione di ogni singolo punto, anziché solo al termine dell’intero dibattito.
