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Fondi otto per mille nel salernitano: assegnati oltre 18 milioni di euro, in crescita il sostegno alle Diocesi

I dati della Cei sul rendiconto 2024: 18,3 milioni di euro alle diocesi di Salerno e provincia. Dettagli su progetti, restauri e sostegno sociale sul territorio.

Di:
Redazione Infocilento
Di:Redazione Infocilento
La redazione di InfoCilento è composta da circa trenta redattori e corrispondenti da ogni area del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. E' questa la vera...
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Pubblicato il: 22/02/2026
Aggiornato il: 19/02/2026
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Duomo Salerno

La Conferenza Episcopale Italiana ha reso noti i dati relativi al rendiconto 2024 riguardanti l’assegnazione dei fondi otto per mille destinati alle diocesi del Paese. Per quanto concerne il territorio della provincia di Salerno, le risorse attribuite alle diverse Chiese particolari ammontano complessivamente a 18,3 milioni di euro. Tale cifra segna un incremento significativo del 20,97% rispetto al rendiconto dell’anno precedente, quando il totale si era attestato a 14,5 milioni di euro.

La ripartizione dei fondi

Nello specifico, la ripartizione dei fondi vede l‘arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno beneficiaria di 6,1 milioni di euro. Seguono la diocesi di Nocera Inferiore-Sarno con 3,4 milioni, la diocesi di Vallo della Lucania con 3,1 milioni e quella di Teggiano-Policastro con 2,9 milioni. All’arcidiocesi di Amalfi-Cava de’ Tirreni sono stati assegnati 2,3 milioni di euro, mentre all’abbazia della Santissima Trinità di Cava sono andati 272mila euro. La Cei ha precisato che l’iter burocratico prevede un intervallo di tre anni dalla firma dei contribuenti al ricevimento dei fondi, a cui si aggiungono altri due anni per la rendicontazione delle spese al Ministero dell’Interno.

L’impiego delle risorse nell’arcidiocesi di Salerno

L’arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno ha utilizzato i fondi ricevuti per la realizzazione di 60 progetti eterogenei. La quota maggiore, pari a 3,4 milioni di euro, è stata destinata al sostentamento del clero. Una parte rilevante, circa 931mila euro, ha riguardato la tutela del patrimonio culturale, incluse opere d’arte e interventi di restauro su edifici di culto. Per le esigenze di culto e pastorale, tra cui il sostegno a oratori e attività per le famiglie, sono stati impiegati 756mila euro.

L’impegno sociale si è articolato in diverse direzioni: 488mila euro per percorsi formativi rivolti ai giovani sotto la voce “ascolto e comunità”; 349mila euro per l’assistenza diretta ai poveri tramite la donazione di beni materiali e generi alimentari; 103mila euro per il supporto a disabili, anziani e malati, mirato anche al superamento delle barriere architettoniche e all’inserimento in strutture residenziali o centri diurni; 200mila euro per il dormitorio “Don Tonino Bello” di Salerno, che offre accoglienza e percorsi di reinserimento sociale per circa 30 persone in emergenza abitativa.

Sono stati inoltre finanziati interventi minori ma significativi per la giustizia e la legalità, il sostegno allo sviluppo dei popoli e il contrasto alla dispersione scolastica.

Interventi architettonici e valorizzazione del territorio

Oltre alla gestione dei fondi correnti, l’arcivescovo Andrea Bellandi ha illustrato nel giugno 2025, attraverso il volume “Tesori di casa”, l’impatto degli interventi strutturali realizzati tra il 2019 e il 2025. In questo arco temporale, sono stati mobilitati circa 4 milioni di euro per il recupero di edifici e beni culturali ecclesiastici. La copertura finanziaria di tali opere è derivata per il 70% dal contributo dell’otto per mille e per il restante 30% dalle comunità parrocchiali e donatori privati.

Tra i 47 interventi di restauro e nuova costruzione, spiccano per rilevanza economica la nuova parrocchia di Torrione Alto (2,4 milioni di euro) e il Centro pastorale “San Giuseppe” a Santa Margherita (1,3 milioni). L’attività edilizia ha interessato capillarmente anche la provincia, con lavori di ristrutturazione che hanno coinvolto, tra le altre, le chiese di San Benedetto e dell’Immacolata a Pontecagnano Faiano e la chiesa di Santa Maria delle Grazie a Belvedere, nel comune di Battipaglia. Questi interventi rappresentano, come sottolineato nel resoconto, la volontà di recuperare “simboli di identità collettiva, custodi di fede e arte sacra”.

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