Sono trascorsi sedici anni da quel 12 giugno 2010 che segnò profondamente la comunità francescana di Polla e migliaia di fedeli devoti a Sant’Antonio di Padova. Un evento straordinario, rimasto impresso nella memoria collettiva, che venne successivamente riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa dopo un’approfondita indagine.
Il racconto del prodigio: le lacrime sul volto del Santo
Erano circa le 15.15 quando Padre Ippolito, frate del convento, passando davanti alla statua del Santo, notò qualcosa di inatteso: dagli occhi della venerata effigie scendevano delle lacrime. Il volto appariva quasi animato, con gli occhi arrossati e lucidi, mentre le palpebre sembravano raccogliere il liquido che lentamente scendeva lungo le guance.
La lacrimazione si ripeté più volte fino a tarda sera e proseguì anche nella mattinata del giorno seguente, proprio nella festa di Sant’Antonio.
L’intervento del Vescovo e i rilievi scientifici
Alle prime luci dell’alba del 13 giugno giunse a Polla l’allora Vescovo della Diocesi di Teggiano-Policastro, Monsignor Angelo Spinillo. Dopo essersi inginocchiato in preghiera e aver invocato lo Spirito Santo, dispose l’immediato prelievo del liquido presente sul volto della statua per consentire gli accertamenti necessari. Furono raccolti circa 10 centimetri cubi di liquido, mentre il volto venne asciugato con un panno di lino.
Ad assistere al fenomeno furono sei religiosi e lo stesso Vescovo. Da quel momento prese avvio una Commissione Diocesana d’Indagine che, nell’arco di otto mesi, raccolse testimonianze, eseguì analisi scientifiche e produsse una corposa documentazione.
Il riconoscimento ufficiale della Chiesa
Il 13 febbraio 2011, al termine degli approfondimenti, Monsignor Spinillo – oggi Vescovo di Aversa – promulgò il decreto con cui dichiarò la veridicità dell’evento. In quella stessa occasione, i manutergi utilizzati per asciugare le lacrime furono custoditi e sigillati in una teca, diventando reliquie a testimonianza di quello che i fedeli continuano a considerare un segno straordinario.
A distanza di sedici anni, il ricordo di quelle lacrime resta vivo a Polla. Un episodio che continua ad alimentare la devozione verso Sant’Antonio di Padova e che richiama ogni anno numerosi pellegrini, soprattutto nei giorni della sua festa, nel luogo in cui la fede e il mistero si incontrarono in modo tanto singolare.
