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Cilento

La storia di San Nazario: dal martirio a Milano al culto sentito nel Cilento

Dalle origini romane e le persecuzioni al prodigio del mare placato: la storia di San Nazario, il ritrovamento delle reliquie e il culto in Campania.

Di:
Concepita Sica
Pubblicato il: 27/07/2026 8:29
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San Nazario
5 min di lettura

Nazario, il cui nome di origine ebraica significa “consacrato a Dio”, nasce da Africano, funzionario romano di religione ebraica, e da Perpetua, nobile donna cristiana. Cittadino romano e legionario, viene battezzato da Lino, futuro successore di San Pietro alla guida della Chiesa, e inizia subito a predicare la fede cristiana.

In questo articolo
  1. Le persecuzioni sotto Nerone e il prodigio sul mare
  2. L’arrivo in Liguria e il martirio a Milano
  3. Il ritrovamento dei corpi da parte di Sant’Ambrogio
  4. La diffusione del culto e l’iconografia
  5. Le celebrazioni nel Cilento e la tradizione popolare
  6. Il caso particolare della comunità di Camella

Lasciata Roma, si reca ad annunciare il Vangelo in varie città lombarde, in particolare a Piacenza e a Milano, dove porta conforto ai fratelli Gervasio e Protasio, arrestati a causa della loro fede. Il prefetto condanna Nazario alla frusta e all’esilio. Il giovane si reca quindi in Francia per continuare la sua opera evangelizzatrice. Qui una ricca matrona gli affida la cura spirituale di un ragazzo, che viene battezzato con il nome di Celso.

Le persecuzioni sotto Nerone e il prodigio sul mare

Nazario e Celso viaggiano a lungo portando il Vangelo in diverse città francesi. A Treviri, tuttavia, la loro opera subisce una brusca battuta d’arresto: la persecuzione ordinata da Nerone da Roma si estende a tutto l’impero e i due vengono imprigionati. In quanto cittadino romano, Nazario viene inviato a Roma per essere processato, evitando così le torture riservate al giovane Celso.

Imbarcati su una nave e scortati verso Civitavecchia, i due affrontano una violenta tempesta che rischia di far affondare l’imbarcazione. All’improvviso, l’equipaggio vede Nazario e Celso camminare sulle acque e ordinare alla tempesta di placarsi. Di fronte a un simile prodigio, i marinai chiedono di essere istruiti nella fede e battezzati, dirottando la nave verso Genova.

L’arrivo in Liguria e il martirio a Milano

Dopo l’approdo ad Albaro, oggi quartiere di Genova, dove i santi convertono gran parte degli abitanti, i due si spostano prima nel centro di Genova e infine a Milano. Anolino, prefetto della capitale lombarda, allarmato dal grande seguito di popolo dei due evangelizzatori, ne ordina l’arresto e la successiva condanna alla decapitazione. L’esecuzione avviene nel 76 fuori da Porta Romana, nel luogo detto “le tre muraglie”.

Il ritrovamento dei corpi da parte di Sant’Ambrogio

Il ricordo dei due martiri si affievolisce nel tempo fino al 395, anno del ritrovamento delle spoglie da parte di Sant’Ambrogio. Guidato da un’ispirazione divina, il vescovo di Milano decide di riesumare due corpi sepolti fuori città. Uno dei resti decapitati, rinvenuto secondo alcune fonti ancora incorrotto, viene riconosciuto come appartenente a San Nazario, mentre l’altro a San Celso.

Le reliquie di San Nazario vengono traslate nel luogo del martirio, a Porta Romana, dove il vescovo fa erigere una basilica in suo onore, detta anche Basilica degli Apostoli poiché custodisce anche le reliquie degli apostoli Andrea, Giovanni e Tommaso. Le spoglie di San Celso rimangono invece nel luogo del ritrovamento, dove in seguito sorge un’ulteriore basilica.

La diffusione del culto e l’iconografia

A partire dal ritrovamento dei corpi, il culto di San Nazario si diffonde in tutta Italia e in particolare in Lombardia, portando alla costruzione di numerose chiese. È San Paolino di Nola, conoscitore di Sant’Ambrogio, a introdurre la venerazione del santo in Campania.

Nell’iconografia classica, San Nazario viene raffigurato con la palma del martirio nella mano sinistra e con il Vangelo o il Crocifisso nella mano destra. Indossa la divisa da funzionario imperiale, sormontata da un mantello rosso a simboleggiare il martirio subito.

Le celebrazioni nel Cilento e la tradizione popolare

San Nazario è particolarmente venerato nell’omonima frazione di San Mauro La Bruca, a Finocchito, località di Ogliastro Cilento, e a Camella di Perdifumo. Fin dal primo mattino, le strade di questi centri si popolano di fedeli per una ricorrenza molto sentita.

La giornata è scandita da diverse funzioni per accogliere i pellegrini. A Finocchito il momento più suggestivo è la processione per le vie del paese: la statua del santo è preceduta dalle “cente”, le tipiche composizioni portate in dono dai devoti.

Durante il cammino, la comunità intona inni tradizionali:

La tua luce penetri nel core E sublime ne scaldi gli affetti Virtù, scienza Tu infondi nei petti Al Signore ci guida fedel!

Salve, salve, Nazario nostro Salve, nostro speciale patrono; lassù, intorno al tuo fulgido trono vogliam tutti venire con te!

Il culto vive con intensità anche oltreoceano. Il 28 luglio i fedeli di origine cilentana emigrati in Canada festeggiano il patrono cantando:

O nostro protettore, Nazario, in ciel beato, proteggi il nostro stato e guidaci al cielo ancora.

Il caso particolare della comunità di Camella

A Camella di Perdifumo si registra una particolarità storica e liturgica. Come spiegano dalla parrocchia locale, nel corso del tempo si è generata una sovrapposizione tra due figure omonime: il santo venerato a Camella è in realtà il martire festeggiato il 12 giugno, distinto da quello del 28 luglio.

La scelta di spostare la festa principale a luglio è legata a ragioni pratiche e alla stagione estiva, che agevolava la partecipazione dei fedeli. La comunità ha comunque mantenuto viva la memoria liturgica del 12 giugno, ricordato come “Santo Nazario zico”.

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