Affondo politico e istituzionale a Battipaglia sul fronte dell’inclusione e dell’assistenza scolastica. Il segretario cittadino di Forza Italia, l’avvocato Carmine Galdi, alza la voce contro il Consorzio Tusciano Solidale e chiede l’immediato ritiro del provvedimento relativo all’assistenza specialistica per l’anno scolastico 2026/2027.
La presa di posizione si è formalizzata con il deposito di un’istanza di revoca in autotutela indirizzata ai vertici dell’ente. Al centro della contestazione non ci sono soltanto i rischi di discriminazione e l’imposizione di paletti economici penalizzanti, ma soprattutto una grave illegittimità tecnica: l’invasione di campo dell’amministrazione sulle competenze esclusive delle scuole e del GLO (Gruppo di Lavoro per l’Inclusione).
Le competenze del GLO e la natura del PEI
«La quantificazione del fabbisogno assistenziale non spetta e non può spettare a una valutazione generica degli uffici comunali o del Consorzio», dichiara l’avvocato Carmine Galdi. «Il monte ore necessario viene stabilito direttamente dal GLO e trova la sua consacrazione nel Piano Educativo Individualizzato (PEI) redatto dalla scuola. Parliamo del PEI come di un atto che sancisce un vero e proprio diritto soggettivo perfetto e intangibile per l’alunno con disabilità: il Consorzio non ha alcun potere giuridico per ridurre o limitare tale diritto sulla base di valutazioni interne».
La contestazione dell’articolo 4 sui vincoli di bilancio
L’attenzione del segretario cittadino di Forza Italia si focalizza in particolare sull’articolo 4 del bando, dove l’erogazione delle ore di supporto viene subordinata ai vincoli di bilancio dell’ente. Si tratta di una clausola ritenuta inaccettabile e priva di fondamento normativo.
«L’articolo 4 del bando è da considerarsi nullo e illegittimo», incalza Galdi. «Nessuna tesi interna, cavillo burocratico o limite organizzativo può permettersi di calpestare la normativa nazionale che tutela l’inclusione scolastica e i diritti fondamentali dei nostri ragazzi».
La richiesta di blocco della procedura
Di qui la richiesta perentoria inviata alle istituzioni preposte per bloccare la procedura attuale: «Chiediamo la revoca o la rettifica immediata dell’avviso pubblico. Il servizio di assistenza specialistica deve partire senza tagli né ostacoli, rispettando fedelmente le indicazioni e i fabbisogni emersi da ogni singolo istituto scolastico».
