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Fonderie Pisano e Assofond: “rispettare i tempi tecnici delle nuove BAT è essenziale per la fattibilità degli interventi”

L’azienda di Fratte dopo il preavviso di rigetto: «Il termine del 2028 per l’adeguamento alle nuove BAT è un requisito essenziale per la fattibilità degli interventi»

Di: Comunicato Stampa
Pubblicato il: 04/03/2026
Aggiornato il: 04/03/2026
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Fonderie Pisano

La Fonderie Pisano & C., a seguito della notifica del preavviso di rigetto relativa al rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.), ribadisce la piena volontà di procedere con gli investimenti necessari per l’allineamento ai nuovi standard ambientali europei e, nel rispetto della legge, puntualizza che le aziende hanno quattro anni di tempo per adeguarsi ai nuovi limiti emissivi.

Le dichiarazioni

«La normativa – spiega l’ing. Ciro Pisano – stabilisce che le imprese abbiano quattro anni dalla pubblicazione delle BAT Conclusions per adeguarsi ai nuovi limiti di emissione vincolante (BAT-AEL). Questo termine scade a novembre 2028, dato che la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della UE è di fine 2024. Il nostro progetto di adeguamento segue un cronoprogramma rigoroso che tiene conto della complessità ingegneristica degli interventi necessari per raggiungere i limiti estremamente sfidanti richiesti dall’Autorità Competente. La Regione Campania, invece, pretende un adeguamento immediato, ignorando i tempi tecnici necessari per la realizzazione degli impianti. Il percorso di adeguamento alla nuova normativa deve essere un percorso condiviso, sostenibile e rispettoso della legge, non un pretesto per chiudere una azienda».

Di parere analogo è Assofond, l’associazione di Confindustria che rappresenta oltre 800 fonderie italiane con più di 20.000 addetti , che ha partecipato al processo di redazione del nuovo documento tecnico sulle BAT e che sta monitorando i numerosi procedimenti di rinnovo delle A.I.A. che vedono coinvolte le fonderie di tutta Italia: «La decisione assunta in Conferenza dei Servizi – dichiara il responsabile dei Servizi Tecnici Assofond Gualtiero Corelli – contrasta con quanto prevede la normativa ambientale, confermata anche da una sentenza del Consiglio di Stato, e rappresenta un unicum rispetto agli altri casi a noi noti. L’adeguamento degli impianti alle nuove BAT è un processo delicato e oneroso, che non si può completare dall’oggi al domani. Tanto più che la Regione ha deciso, del tutto legittimamente s’intende, di imporre alle Fonderie Pisano limiti di emissioni che si collocano al livello più basso dell’intervallo definito dalle nuove BAT».

Le accuse

Pisano risponde anche alle accuse sulla mancata volontà di investire: «La Regione ha scelto di applicare al nostro caso limiti molto più stringenti rispetto a quanto viene richiesto ad altre aziende del settore. Lo accettiamo e abbiamo dato più volte la nostra disponibilità a eseguire tutti gli interventi necessari. Chiediamo semplicemente che venga applicata la legge, che prevede un iter ben preciso: abbiamo presentato un progetto di adeguamento serio e oneroso, oltre ad aver proposto una autolimitazione IMMEDIATA del 50 % della attuale capacità produttiva stante le modifiche che ha subito la zona adiacente al ns stabilimento, e ricevuto le osservazioni e le prescrizioni degli enti.

Le stiamo recependo e stiamo valutando le tempistiche necessarie per realizzare gli interventi proposti. Solo una volta completati questi ultimi, come prevede la normativa, l’Autorità verifica i risultati e, se sono negativi, sospende l’autorizzazione fino a quando l’azienda non si mette in regola. Finché il progetto non viene autorizzato e portato a compimento, sia i limiti emissivi che le BAT in vigore sono quelli della precedente autorizzazione, limiti e procedure che la nostra azienda rispetta al 100%, come dimostrano le numerose ispezioni cui siamo stati sottoposti da ARPAC in questi anni».

Fonderie Pisano presenterà le proprie controdeduzioni e confida che il confronto tecnico con la Regione Campania possa riprendere su basi di fattibilità procedurale, al fine di garantire la continuità produttiva e occupazionale e la massima tutela ambientale attraverso il completamento degli investimenti programmati.

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