Agropoli ha ufficialmente un Museo Archeologico. L’amministrazione comunale ha completato gli atti per trasformare l’attuale Sezione archeologica del Palazzo Civico delle Arti in una vera e propria istituzione museale riconosciuta e strutturata. Un passaggio formale ma dal forte valore simbolico e culturale, che arriva dopo decenni di raccolta, tutela e studio dei reperti provenienti dal territorio.
Il nuovo museo
Il nuovo museo si presenta come un presidio stabile, moderno e allineato ai più avanzati standard internazionali, incluso il Codice Etico ICOM, riferimento imprescindibile per la gestione responsabile dei beni culturali. Un risultato frutto di un percorso lungo e condiviso, che ha visto la collaborazione costante con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e la costituzione di un Comitato Tecnico-Scientifico coordinato da Fabio Astone.
Un organismo chiamato a garantire qualità scientifica, trasparenza e partecipazione, elementi oggi considerati essenziali per ogni istituzione museale che voglia dialogare con il proprio territorio.
Contestualmente alla delibera è stato approvato anche lo statuto ufficiale del Museo, documento che ne definisce compiti, organizzazione, modalità di esposizione e fruizione, oltre alla gestione dei fondi e alla programmazione delle attività. Un passo necessario, anche questo, per dare continuità e visione a un progetto che ambisce a diventare punto di riferimento per cittadini, studiosi e visitatori.
Le parole degli amministratori
«Si tratta di un passo decisivo nel percorso di valorizzazione e tutela del patrimonio archeologico e culturale della nostra comunità», sottolinea il sindaco Mutalipassi. «Il nostro Museo rappresenta non solo un luogo di conservazione, ma anche uno spazio di crescita culturale, turistica ed educativa, capace di rafforzare l’identità storica della città e coinvolgere residenti e visitatori». Sulla stessa linea il consigliere delegato alla Cultura, Francesco Crispino, che ricorda come la raccolta archeologica di Agropoli affondi le sue radici negli anni Settanta: «La finalità è conservare, valorizzare e rendere accessibili i beni locali, promuovendo attività culturali, didattiche e di ricerca integrate con lo Spazio Mare e la Biblioteca Civica».
Cosa vedere
Il nuovo Museo eredita anche la storia recente dell’antiquarium, riaperto definitivamente lo scorso dicembre dopo un periodo complesso. Prima le restrizioni della pandemia, poi il furto di alcuni reperti – episodio che aveva innescato rabbia nella comunità e le polemiche della politica – avevano costretto alla chiusura prolungata degli spazi espositivi. La riapertura dello scorso dicembre è stata dunque vissuta come un momento di rinascita, un ritorno alla luce di un patrimonio che rischiava di rimanere nell’ombra. Il percorso espositivo offre oggi una narrazione ampia e articolata della storia dell’abitato. Il percorso espositivo, infatti, offre una panoramica completa sulla storia dell’abitato, coprendo un arco cronologico vastissimo che va dalla Protostoria fino al Medioevo. La collezione è un vero e proprio tuffo nel passato marittimo e commerciale della città. Non solo: sempre presso il Palazzo Civico è presente anche lo Spazio Mare un luogo nato per raccontare la storia del mare e del territorio, di preservare memoria e tradizioni, e di offrire a cittadini e visitatori un punto di riferimento culturale condiviso.
Quando visitarlo
Insomma un piccolo polo museale. La trasformazione della Sezione Archeologica in Museo Archeologico non è soltanto un atto amministrativo: è un investimento identitario. Inserito nel più ampio progetto del Palazzo Civico delle Arti, il nuovo museo si propone, come dicono gli amministratori, un «luogo vivo di dialogo tra le diverse forme del sapere», un centro culturale capace di connettere passato e presente, ricerca e divulgazione, comunità locale e pubblico esterno.
Un tassello fondamentale per una città che, attraverso la valorizzazione del proprio patrimonio, sceglie di raccontarsi e di costruire il proprio futuro culturale. L’apertura al pubblico è già attiva: martedì e giovedì dalle 9 alle 13, il sabato dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19, con possibilità di accesso in altri giorni su prenotazione.