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Cronaca

Decreto Flussi e false assunzioni: 19 indagati a Salerno per immigrazione clandestina

La Procura di Salerno chiude l'inchiesta su 19 indagati per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina tramite il click day del Decreto Flussi

Di: Redazione Infocilento
Pubblicato il: 18/05/2026
Aggiornato il: 18/05/2026
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La Procura di Salerno ha formalmente chiuso un’indagine che vede coinvolte 19 persone, accusate in concorso di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. L’inchiesta si concentra sull’utilizzo di documentazione falsa per consentire l’ingresso illegale di cittadini extracomunitari in Italia, sfruttando le procedure previste dal Decreto Flussi. I fatti contestati risalgono al 2023 e vedono come protagonisti soggetti residenti nelle province di Salerno e Napoli, tra cui figurano anche cinque cittadini stranieri.

Secondo quanto ricostruito dalla polizia giudiziaria attraverso quattro capi d’imputazione, gli indagati avrebbero utilizzato la modalità informatica del “click day” del 27 marzo 2023 per presentare istanze basate su presupposti fittizi. L’obiettivo era simulare l’esistenza di contratti di lavoro dipendente per ottenere il nulla osta necessario al rilascio dei visti di ingresso.

Il meccanismo delle domande fittizie

Le indagini della Procura salernitana hanno fatto luce sul potenziale ingresso irregolare di 74 cittadini stranieri. Il sistema ipotizzato dagli inquirenti prevedeva l’inoltro di domande contenenti generalità verosimilmente false, in quanto non censite sul portale Immigrazione.

A supporto delle istanze veniva prodotta una considerevole quantità di documenti societari e fiscali ritenuti non veritieri. Questa documentazione serviva a dimostrare una capacità occupazionale ed economica fittizia, mirata esclusivamente a superare i controlli amministrativi e a garantire l’accesso ai permessi di soggiorno per motivi di lavoro.

Le aziende coinvolte e le denunce politiche

Le verifiche investigative hanno collegato i falsi rapporti di lavoro a tre aziende edili operanti tra le province di Napoli e Salerno e a un’attività commerciale con sede a Salerno. Tra i 19 indagati compaiono i titolari di queste imprese, ai quali è stata contestata la circostanza aggravante di aver commesso il fatto in concorso con più persone.

Le anomalie legate all’utilizzo del click day come potenziale canale di immigrazione clandestina erano già emerse a livello istituzionale nel 2024, a seguito di un esposto presentato alla Procura Nazionale Antimafia dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. La premier aveva segnalato forti discrepanze statistiche concentrate proprio nella regione Campania, dove il volume delle richieste di nulla osta risultava del tutto sproporzionato rispetto al reale tessuto imprenditoriale, con una percentuale di contratti di lavoro effettivamente stipulati inferiore al 3% rispetto ai visti rilasciati.

Verso la richiesta di rinvio a giudizio

L’attività investigativa si è conclusa circoscrivendo le contestazioni alla produzione di atti falsi finalizzati all’elusione delle norme sull’ingresso nel territorio dello Stato. Con la notifica dell’avviso di chiusura delle indagini preliminari, la Procura si appresta a formulare la richiesta di rinvio a giudizio per tutti i 19 indagati. Nei termini stabiliti dal codice di procedura penale, le persone sottoposte a indagine potranno presentare memorie difensive o richiedere di essere sottoposte a interrogatorio per confutare gli elementi d’accusa raccolti a loro carico.

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