Tredici comuni Bandiera Blu sul totale dei 20 campani non solo confermano e consolidano nel tempo un inarrivabile primato regionale ma, statistiche alla mano, equivalgono ben al 5 per cento delle località dell’intera Penisola (257) che nel 2026 si possono fregiare dell’ambito titolo.
Il Cilento, insomma, è il territorio italiano dei record in quanto a mare pulito. Un risultato reso possibile anche, se non soprattutto, grazie alla funzionalità degli impianti di depurazione e alla gestione del ciclo delle acque: due parametri obbligatori e fondamentali per ottenere il riconoscimento internazionale assegnato dalla Fee (Foundation for Environmental Education).
Il ruolo della depurazione e della gestione idrica
Così Gennaro Maione, presidente di Consac, la società che gestisce il sistema idrico integrato nell’area del Cilento-Vallo di Diano: “Le Bandiere Blu rappresentano il coronamento di un lavoro collettivo, da quello delle amministrazioni comunali all’impegno messo in campo dagli operatori turistici. La gestione ottimale della depurazione, e questo riguarda il nostro segmento, impedisce sversamenti in mare garantendo la purezza delle acque costiere. Traguardo che si ottiene con investimenti continui nelle infrastrutture da parte del gestore integrato e con un’opera di continuo monitoraggio della situazione”.
