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Cinque anni fa la morte di Luca Attanasio: nuove ipotesi sull’agguato. Anche il Cilento lo ricorda

Nuove rivelazioni sulla morte di Luca Attanasio: l'ambasciatore sarebbe stato un obiettivo designato per interessi russi sui giacimenti di niobio a Lueshe

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Redazione Infocilento
Di:Redazione Infocilento
La redazione di InfoCilento è composta da circa trenta redattori e corrispondenti da ogni area del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. E' questa la vera...
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Pubblicato il: 22/02/2026
Aggiornato il: 19/02/2026
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Luca Attanasio

A cinque anni dal tragico agguato del 22 febbraio 2021 nel Nord Kivu, la morte dell’ambasciatore italiano Luca Attanasio si arricchisce di nuovi, inquietanti dettagli investigativi. Secondo le ultime rivelazioni emerse nel corso delle indagini, il diplomatico non sarebbe rimasto vittima di un attacco casuale al convoglio del Programma Alimentare Mondiale (PAM), ma sarebbe stato un “obiettivo designato”.

Il legame con le risorse minerarie e gli interessi russi

Le recenti scoperte collegano direttamente l’omicidio di Attanasio alla gestione delle risorse naturali presenti nella Repubblica Democratica del Congo. In particolare, il delitto sarebbe “esplicitamente collegato” al giacimento di carbonatite di classe mondiale di pirocloro (niobio) situato a Lueshe. Si tratta di un sito minerario di importanza strategica globale, sul quale si sarebbero concentrati forti interessi russi.

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Queste informazioni derivano dalle testimonianze di due fonti individuate da Mario Scaramella, analista e consulente della famiglia Attanasio. Scaramella ha condotto una missione di diverse settimane nel Nord Kivu, supportato da un team di specialisti americano-congolesi, per ricostruire i movimenti e le minacce che gravavano sull’ambasciatore prima dell’attacco.

Il ruolo della Procura di Roma e le indagini sul campo

Il caso è attualmente al centro dell’attività della Procura di Roma, che sta vagliando gli elementi raccolti per fare luce sulla rete di interessi economici e geopolitici che potrebbe aver decretato la fine del diplomatico italiano. La tesi del coinvolgimento legato al controllo del niobio, minerale fondamentale per l’industria tecnologica e aerospaziale, sposta il focus dell’inchiesta verso uno scenario di criminalità organizzata e strategie internazionali.

Il profondo legame tra Luca Attanasio e il Cilento

Mentre l’inchiesta giudiziaria prosegue, la vicenda viene seguita con estrema partecipazione anche nel Cilento, territorio a cui Attanasio era profondamente legato. Il diplomatico frequentava abitualmente località come Trentinara, Palinuro, Camerota e Laurino, spesso accompagnato dalla moglie. Proprio a Camerota aveva ricevuto il prestigioso Premio Nassiriya, a testimonianza del suo costante impegno umanitario.

Il legame con l’area cilentana era nato grazie all’amicizia con Gianfranco Bruno, originario di Laurino, conosciuto durante un evento in Congo. Fu proprio Bruno a favorire i frequenti viaggi dell’ambasciatore in queste zone. Il ricordo di Luca Attanasio resta vivo nelle istituzioni locali: il Comune di Trentinara, per onorarne la memoria e il legame con la comunità, ha deciso di intitolargli l’aula consiliare. A Laurino, ogni anno, si tiene una messa in suo ricordo.

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