Arcigay Salerno esprime ferma condanna per quanto avvenuto questa mattina presso il terminal dell’Università degli Studi di Salerno, dove sono stati distribuiti volantini firmati dall’associazione “Crociata Cattolica”, realtà di ispirazione cattolica tradizionalista già nota in Campania per campagne pubbliche contro aborto, diritti LGBTQIA+ e autodeterminazione delle persone.
Nei volantini, l’omosessualità viene definita un “peccato impuro contro natura” che “grida vendetta al cospetto di Dio”: espressioni violente, medievali e disumanizzanti, che non possono essere archiviate come semplici opinioni religiose.
Quelle parole hanno un peso politico e sociale preciso: alimentano odio, stigma e discriminazione, soprattutto nei confronti di giovani persone LGBTQIA+ che vivono già condizioni di fragilità, isolamento e paura.
Il richiamo al catechismo preconciliare
Secondo quanto riportato pubblicamente nelle ultime ore, i materiali distribuiti richiamerebbero formulazioni prese direttamente dalla tradizione più integralista del catechismo preconciliare, dove l’omosessualità veniva associata ai cosiddetti “peccati che gridano vendetta al cielo”.
Un linguaggio che la società democratica e la stessa Chiesa cattolica contemporanea hanno progressivamente abbandonato nel dibattito pubblico, ma che gruppi ultraconservatori continuano a rivendicare nella sua forma più estrema.
Le parole del presidente Emanuele Avagliano
«Non siamo davanti a un legittimo dibattito culturale o teologico», dichiara Emanuele Avagliano, presidente di Arcigay Salerno. «Qui siamo davanti alla diffusione pubblica di messaggi che indicano intere persone come sbagliate, impure e contro natura. È un linguaggio che storicamente ha giustificato emarginazione, violenze psicologiche, discriminazioni familiari e sociali. Ed è gravissimo che tutto questo avvenga dentro uno space universitario».
Crociata Cattolica non è nuova a iniziative di questo tipo. Negli ultimi anni il gruppo ha portato avanti attività di propaganda in diverse città campane, con volantinaggi e manifestazioni pubbliche contro i diritti civili e contro la comunità LGBTQIA+. In precedenti occasioni, secondo quanto riportato dalla stampa locale, esponenti dell’associazione sarebbero stati allontanati o fermati durante distribuzioni di materiale nei pressi di atenei e luoghi pubblici.
«Colpisce la sistematicità con cui certe organizzazioni scelgono luoghi frequentati da giovani per diffondere messaggi fondati sulla colpevolizzazione e sulla paura», continua Avagliano. «L’università deve essere uno spazio di libertà, crescita e confronto, non un terreno di reclutamento ideologico attraverso la demonizzazione delle differenze».
L’appello alle istituzioni e all’Ateneo di Salerno
Arcigay Salerno sottolinea come minimizzare episodi di questo tipo significhi ignorare il contesto sociale in cui avvengono. In Italia, le persone LGBTQIA+ continuano a subire discriminazioni, aggressioni verbali e fisiche, esclusione familiare e bullismo. La diffusione di messaggi che definiscono l’omosessualità “contro natura” contribuisce direttamente ad alimentare questo clima.
«Per una persona LGBTQIA+, leggere di essere descritta come moralmente impura o come un problema per la società non è un’opinione astratta», aggiunge Avagliano. «Significa sentirsi delegittimata nella propria esistenza. Significa crescere nella paura e nella vergogna. Ed è per questo che non accetteremo mai che certi messaggi vengano normalizzati nel dibattito pubblico».
Arcigay Salerno chiede all’Università degli Studi di Salerno una presa di posizione pubblica e chiara contro ogni forma di discriminazione e la promozione di iniziative concrete di sensibilizzazione, inclusione e contrasto ai discorsi d’odio. Chiede inoltre alle istituzioni locali e al mondo politico e culturale di non restare in silenzio davanti a episodi che colpiscono direttamente la dignità e la sicurezza delle persone LGBTQIA+.
«La libertà religiosa è un diritto fundamental e va tutelata», conclude Emanuele Avagliano, «ma non può diventare uno scudo dietro cui nascondere propaganda discriminatoria. Nessuna fede può essere utilizzata per negare dignità, rispetto e diritti alle persone. Salerno è una città democratica, aperta e pluralista: non permetteremo che venga trasformata in terreno fertile per campagne d’odio e integralismo»
