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Appalti Salerno, inchiesta archiviata: cadono le accuse per Alfieri, Cascone e altri cinque indagati

Il gip di Salerno archivia l'inchiesta sui presunti appalti pilotati. Prosciolti Alfieri, Cascone e Aulisio: le accuse non hanno trovato alcun fondamento

Di: Ernesto Rocco
Pubblicato il: 09/01/2026
Aggiornato il: 10/01/2026
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Il Tribunale di Salerno ha messo la parola fine all’inchiesta riguardante i presunti appalti pilotati che aveva coinvolto figure di primo piano della politica e dell’amministrazione locale. Il giudice per le indagini preliminari, Valeria Campanile, accogliendo la richiesta precedentemente formulata dalla Procura, ha disposto l’archiviazione del procedimento.

Le fasi dell’inchiesta e la richiesta della Procura

La svolta decisiva era arrivata lo scorso novembre quando, al termine di 13 mesi di indagini, il pubblico ministero Alessandro Di Vico aveva formulato la richiesta di archiviazione. Gli inquirenti hanno valutato che le ipotesi di reato inizialmente formulate non avessero trovato i necessari riscontri. Al centro degli accertamenti vi erano le procedure di gara per opere infrastrutturali strategiche nel territorio salernitano, come la Fondovalle Calore, l’Aversana e il sottopasso di Paestum.

I coinvolti

Il decreto di archiviazione riguarda personalità di rilievo istituzionale e tecnico. Tra i nomi figurano il consigliere regionale Luca Cascone, l’ex presidente della Provincia e sindaco di Capaccio Paestum Franco Alfieri, l’ex staffista Andrea Campanile e il funzionario provinciale Michele Angelo Lizio. Coinvolti nel procedimento anche i funzionari comunali Federica Turi e Giovanni Vito Bello, oltre all’imprenditore cilentano Nicola Aulisio, titolare della Co.Ge.A. Impesit Srl e vicepresidente Ance Campania.

L’insussistenza delle ipotesi accusatorie

Le accuse iniziali ipotizzavano l’esistenza di un’associazione per delinquere volta alla manipolazione di procedure a evidenza pubblica. Tuttavia, l’attività investigativa ha dimostrato l’infondatezza di tali sospetti. Il provvedimento del gip chiude formalmente una vicenda giudiziaria durata oltre un anno, stabilendo che le ipotesi di reato relative alla contaminazione degli appalti “non hanno trovato alcun riscontro o fondamento”. Per gli indagati, alcuni dei quali avevano rassegnato le dimissioni o lasciato i propri incarichi durante l’inchiesta, il decreto rappresenta la fine di un complesso iter legale.

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