Operazione congiunta questa mattina presso il Lido Trentova di Agropoli. Gli agenti della polizia municipale guidati dal comandante Maurizio Cauceglia, con il responsabile dell’ufficio tecnico Agostino Sica, insieme agli uomini della guardia di finanza e alla guardia costiera hanno sottoposto a sequestro lo stabilimento balneare.
L’attività delle forze dell’ordine
Le forze dell’ordine avrebbero contestato alcune difformità rispetto ai titoli edilizi e ai pareri espressi dalle autorità sovracomunali. In particolare sarebbero state segnalate colate di cemento non previste e, secondo le accuse, non proponibili in una zona protetta, in pieno Parco Nazionale e a ridosso del mare. Inoltre è stata contestata un’occupazione illegittima di demanio di circa 80 metri quadrati. Per questo sono stati apposti i sigilli e i lavori interrotti. Il cantiere è stato affidato alla custodia giudiziaria dello stesso proprietario.
La questione sarà ora al vaglio delle autorità giudiziarie. I lavori avviati avevano destato polemiche da parte dei cittadini che nell’osservare il cantiere avevano espresso perplessità per i lavori che al momento hanno trovato un riscontro con l’intervento delle autorità.
La polemica politica
La vicenda ha innescato polemiche anche sul fronte politico: “Il sequestro dell’area alla Baia di Trentova e il blocco dei lavori da parte della Guardia di Finanza non sono un episodio isolato. Sono l’ennesima spia rossa di un modo superficiale, disinvolto e pericoloso di governare il territorio”, ha detto il consigliere comunale Massimo La Porta.
“Quando si amministrano luoghi simbolo come Trentova, quando si interviene su aree sensibili, quando si mette mano alla pianificazione urbanistica, non si può improvvisare – aggiunge – Servono rigore, trasparenza, rispetto delle regole. E invece è esattamente il contrario di ciò che stiamo vedendo. Abbiamo assistito alle modifiche agli Atti di Programmazione degli Interventi del PUC, presentate come semplici modifiche, ma che incidono su comparti, perequazioni e modalità attuative: scelte strutturali trattate come se fossero un dettaglio amministrativo. È un metodo: si minimizza, si tira dritto, si pretende che la città subisca in silenzio”.
“Se oggi assistiamo a sequestri, polemiche, forzature interpretative e scelte che espongono l’Ente a rischi e contenziosi, qualcuno dovrebbe fermarsi e assumersi la responsabilità politica di ciò che sta accadendo. Fate un’analisi di coscienza. Per il bene della città, dimettetevi”, conclude il consigliere comunale.

Speriamo che prima dell’estate una bella ruspa tolga questo mostro di cemento.
Dove erano prima?
Adesso ci sarà un muro di cemento sulla spiaggia.
Che bellezza… non ci sono parole.
che vergogna.