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Agropoli, monumento di San Francesco ancora preda dei vandali

Doveva essere un'opera in grado di rilanciare il territorio anche in chiave turistica invece oggi è nel pieno degrado

Ernesto Rocco
9 Febbraio 2020
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AGROPOLI. Era il febbraio 2014 quando il Comune stipulò un patto decennale con la Parrocchia Santa Barbara di Copersito Cilento per l’acquisizione del Monumento dedicato a San Francesco, sulla sommità della Collina San Marco. L’imponente struttura doveva essere riqualificata per garantire un nuovo impulso al turismo in città, in particolare quello religioso.

Ambizioso il progetto, iniziato nel 1982 da padre Sinforiano Basile e che il Comune di Agropoli avrebbe dovuto completare. Da allora, però, nulla è cambiato: il monumento dedicato a San Francesco è in uno stato di completo abbandono. Nonostante gli annunci degli anni scorsi la struttura è  lasciata all’incuria e all’azione dei vandali. Negli ultimi tempi il cancello di ingresso al monumento è aperto, è possibile accedervi e salire fino in vetta dove qualcuno ha pensato bene di deturpare il piedistallo su cui poggia la statua di San Francesco realizzando un murales. Questo non è l’unica azione compiuta da incivili.

Eppure il monumento potrebbe realmente rappresentare uno strumento per il turismo considerata l’imponenza dello stesso e la posizione in cui si trova, da cui si può godere un meraviglioso panorama. Lo aveva capito padre Sinforiano Basile che ne immaginò, negli anni ’80, la costruzione

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Come lui stesso raccontava l’obiettivo era quello di “Rievocare il centenario dalla nascita del frate (1182-1982), riportare il santo tanto amato ad Agropoli”. Per costruire quest’opera padre Sinforiano dovette percorrere diverse difficili tappe, ma grazie al contributo economico dell’intero Cilento, i lavori ben presto iniziarono. Si scelse come posto, un terreno ceduto in offerta dalla Ditta R. Liguori di Salerno. Un punto sito nella zona Santa Maria sulla collina San Marco, zona che per la sua altezza era visibile da ogni parte della città e dai circostanti paesi.

La grande opera si compone di una torre alta 25,60 metri sormontata da una statua di sei metri in marmo bianco di Carrara, posta si di un piedistallo alto un metro. In totale la struttura raggiunge un’altezza di circa 33 metri. Progettista dell’opera l’architetto Vincenzo Mari, che realizza una torre a forma quadrilobata nel cui interno è previsto un ascensore e delle scale che collegano i diversi piani. A 19 metri di altezza uno splendido terrazzo con uno stupendo belvedere dal quale si può ammirare la statua del santo e l’immenso panorama cilentano. Oltre ai sette piani vi sono un torrino e un piano interrato. La zona interessata dall’opera è di 30mila metri quadrati, il progetto prevedeva oltre al monumento, una chiesa, sale per caffè e ristoro, sale per spettacoli e proiezioni, e luoghi d’incontro. Erano previsti inoltre locali per dormitori e convegni, un centro studi permanente, una biblioteca e una tipografia. All’esterno luoghi per attività sportive e cure fisiche oltre ad edifici per abitazioni, parcheggi e zone verdi.

Insomma, si sarebbe dovuto realizzare un complesso d’inestimabile valore e di grande interesse turistico, capace di rivalutare in maniera encomiabile non solo Agropoli ma il Cilento intero. Quest’autentico gioiello è stato invece lasciato alla tirannide del tempo.

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