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Allarme ludopatia: 560 pazienti in cura. Anche nel Cilento e Diano dati preoccupanti

Virtuosi solo i comuni dove non ci sono slot matchine

Sono 560 o pazienti in cura per problemi di ludopatia in Provincia di Salerno, più di ogni altra provincia campanaSono 1.170, infatti, coloro che hanno dipendenze legate al gioco d’azzardo nell’intera Regione. Numeri ancor più preoccupanti se si pensa che ci sono almeno altre 300 persone assistite da volontari o associazioni.

I dati erano noti da tempo: era stato il Gruppo l’Espresso, lo scorso anno, a fornire una mappa delle località dove si gioca di più (clicca qui). I numeri dell’Asl Salerno relativi ai pazienti affetti da ludopatia risolleva il problema.

«Nell’ultimo triennio – fa sapere la direzione generale per la salute della Regione – i cittadini in carico stanno sistematicamente aumentando congiuntamente al fatturato annuo del settore giochi, che nel 2017 ha superato i 100 miliardi di euro, con la Campania che si attesta sul 10%».

Il grido di allarme relativo alla ludopatia arriva anche dal convegno promosso martedì scorso a Napoli dall’Arec, l’Associazione ex consiglieri della Regione Campania, in cui si è affermato che la Campania esprime il più alto indice di partecipazione attiva al gioco d’azzardo, anche per volume d’affari. Le entrate derivanti da questo fenomeno, infatti, superano i 10 miliardi di euro, cifra che può essere paragonata ad una vera e propria manovra finanziaria.

Il presidente del Forum regionale dei giovani, il sociologo Giuseppe Caruso, ha spiegato che alcune vittime affette da ludopatia giocano nella speranza di poter migliorare le proprie condizioni di vita dal momento che sono senza lavoro. Il rifugio nella fortuna è emerso da testimonianze di ragazzi dai 16 ai 28 anni, e nelle aree interne si avverte ancora di più il disagio.

L’indagine in Italia sulle slot attesta che, nel 2016, i comuni salernitani dove pro capite si spende di più sono Sicignano Degli Alburni (2815 euro), Sassano (2788 euro), Sant’Egidio del Monte Albino (2662 euro), Padula (2346), Oliveto Citra (1987), Vallo della Lucania (1885), Mercato San Severino (1848). Nel capoluogo la cifra è di 1660 euro.

Nonostante tutto, non mancano i casi virtuosi. I comuni a spesa zero, però, sono quelli dove non ci sono macchinette: Campora, Gioi, Monteforte Cilento, Morigerati, Pertosa, Romagnano alMonte, Salvitelle, Serramezzana, Sessa Cilento, Tortorella, Valle dell’Angelo.

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