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Biblioteche: Cilento, Diano e Alburni in controtendenza: oltre sessanta sul territorio

Calano i minori che leggono sul territorio

In Italia, si stima che solo la metà dei bambini e ragazzi abbia letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi. Tra i minori di età compresa tra 6 e 18 anni, nel 2016 il 52,8% non aveva letto neanche un libro nell’anno precedente (senza contare ovviamente i testi scolastici).

Calano i bambini che leggono

I dati Istat indicano come dall’inizio di questo decennio ci sia stato un calo dei bambini che leggono, comune – anche se in misura diversa – alle varie fasce d’età.

Nel 2017 si osservano i primi segnali di una possibile inversione di tendenza, che andrà monitorata nei prossimi anni. Per adesso siamo ancora al di sotto dei livelli di qualche anno fa. Non va trascurato che questo calo è in parte sovrapponibile agli anni della crisi economica e dell’aumento della percentuale di famiglie in povertà assoluta.

I dati peggiori nel Mezzogiorno

Nel Mezzogiorno più minori che non leggono. Tra il primo e l’ultimo in classifica c’è una differenza di 40 punti percentuali. I minori che non leggono sono infatti meno di un terzo nella provincia autonoma di Trento, mentre superano il 70% in Sicilia. In tre grandi regioni del mezzogiorno, la già citata Sicilia, la Campania e la Calabria, più di 2 bambini e adolescenti su 3 non hanno letto libri nell’ultimo anno. Anche altre regioni del centro-sud, come Puglia, Molise e Lazio hanno una quota di non lettori superiore alla media italiana.

Biblioteche poco diffuse

Ma c’è anche un altro aspetto da non trascurare. Quanto sono diffusi i servizi che possono aiutare a contrastare il fenomeno, come le biblioteche? Abbiamo visto come le regioni con meno bambini e adolescenti lettori fossero Sicilia, Campania, Calabria e Puglia. Rispetto alla presenza di biblioteche, stando ai dati disponibili, si trovano tutte nella seconda metà della classifica. In particolare Campania, Puglia e Sicilia si collocano rispettivamente al penultimo, terzultimo e quartultimo posto.

Cilento, Vallo di Diano e Alburni in controtendenza

Dati indicativi questi ultimi eppure il comprensorio del Cilento, Vallo di Diano e Alburni sembrano fare eccezione: sono ben 63 le biblioteche dichiarate dai comuni: Agropoli, Albanella, Altavilla Silentina, Aquara, Ascea, Bellosguardo, Buonabitacolo, Caggiano, Camerota, Capaccio Paestum, Casal Velino, Caselle in Pittari, Castel San Lorenzo, Castelcivita, Castelnuovo Cilento, Centola, Corleto Monforte, Cuccaro Vetere, Felitto, Gioi, Laurino, Laurito, Montano Antilia, Monte San Giacomo, Montecorice, Montesano sulla Marcellana, Ogliastro Cilento, Omignano, Orria, Ottati, Perdifumo, Petina, Piaggine, Pisciotta, Pollica, Prignano Cilento, Roccadaspide, Rofrano, Sala Consilina, San Giovanni a Piro, San Mauro La Bruca, Santa Marina, Sant’Arsenio, Sanza, Sapri, Sassano, Sessa Cilento, Stella Cilento, Teggiano, Torchiara, Torraca, Tortorella, Vallo della Lucania, Vibonati, Buccino, Cannalonga, Castellabate, Moio della Civitella, Padula, San Pietro al Tanagro, Sicignano degli Alburni, Auletta, Laureana Cilento, Salvitelle. L’unico dato negativo è che nessuna di queste è specializzata per bambini e ragazzi.

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