Annullato il contratto di fitto
CAMEROTA. La grotta Capraia che da anni ospita la discoteca il Ciclope torna al comune di Camerota. Nei giorni scorsi la responsabile dell’ufficio tecnico del comune, architetto Antonietta Coraggio, su indirizzo del sindaco Mario Salvatore Scarpitta, ha dato il via all’annullamento in autotutela del contratto di affitto.
Il locale è chiuso dalla tragica morte di Crescenzo della Ragione, il 27enne della provincia di Napoli colpito da un masso staccatosi dalla parete rocciosa che sovrasta la discoteca. Da due anni la musica è spenta. Ci sono i sigilli della Procura della Repubblica di Vallo della Lucania.
Ora sulla vicenda interviene la neo amministrazione comunale guidata dal sindaco Scarpitta che ha deciso di voltare pagina. É stato annullato in autotutela il contratto di fitto stipulato il 18 marzo del 2014 tra la società “Al Ciclope srl” di Lello Sacco ed il Comune di Camerota, per il rilascio ad horas dell’area demaniale in località Mingardo. L’oggetto dell’annullamento, riguarda appunto il fitto dell’area alla società di complessivi 5.300 mq, adibiti esclusivamente a discoteca e servizi annessi. È stato inoltre annullata la transazione di circa 300mila euro che la società Ciclope e il Comune di Camerota, con l’ex sindaco, avevano raggiunto sui conti in sospeso.
L’annullamento di oggi si basa sul mancato parere della Giunta Comunale di quel tempo e pertanto la società di Sacco risulterebbe ancora debitrice verso l’ente comunale. Di pari passo viaggia la vicenda giudiziaria per la morte del 27enne. Per Lello Sacco e gli altri nove imputati il 18 febbraio si terrà l’udienza preliminare sulle richieste di rinvio a giudizio formulate dalla Procura di Vallo. L’accusa è di omicidio colposo in concorso.
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