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Tragedia del Ciclope, fissata l’udienza preliminare

Dieci le persone rinviate a giudizio

CAMEROTA. Prenderà il via il prossimo febbraio il processo di primo grado per la tragedia del Ciclope.

La vicenda risale alla notte tra il 10 e l’11 agosto del 2015: un grosso masso si staccò dalla volta della grotta in cui era allestita la discoteca colpendo il giovane Crescenzo Della Ragione. Quest’ultimo, 27enne originario del napoletano, fu colpito in pieno e per lui non vi è stato scampo.

Dopo due anni d’indagine sono stati rinviate a giudizio 10 persone. L’ex sindaco di Camerota Antonio Romano, l’amministratore della società che gestisce la discoteca Lello Sacco , i due tecnici incaricati di monitorare il costone, il geologo Antonio Gravina, e l’ingegnere Gennaro D’Addio, altri due ex sindaci Antonio Troccoli e Domenico Bortone, i comandanti della polizia municipale dal 2011 al 2016 Donato Salvato, Antonio Ciociano e Giovanniantonio Cammarano, oltre ad Antonio Campanile, il buttafuori di Napoli accusato di aver fatto scomparire la pietra che aveva colpito mortalmente il 27enne.

Per nove l’accusa è di omicidio colposo in concorso. Il decimo avviso di conclusione delle indagini, è invece per favoreggiamento personale.

Le indagini avviate dalla Procura di Vallo della Lucania si erano concluse nello scorso mese di gennaio con la richiesta di rinvio a giudizio che è stata poi accolta. L’udienza preliminare è stata fissata per il 7 febbraio 2018.

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