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L’Atto aziendale e priorità per l’ospedale di Polla, appello della Uil Fpl all’Asl Salerno

L’Atto aziendale e priorità per l’ospedale di Polla, appello della Uil Fpl all’Asl Salerno

Il sindacalista Biagio Tomasco: “Territorio e professionalità da tutelare. Fate presto”

Il sindacalista Biagio Tomasco: “Territorio e professionalità da tutelare. Fate presto”

Un cronoprogramma per attuare l’Atto aziendale e priorità per la situazione attuale che si registra all’ospedale di Polla. A chiederlo all’Asl è Biagio Tomasco, segretario per le Politiche sanitarie per la Uil Fpl di Salerno. “Riconosciamo l’impegno profuso nell’applicazione dell’Atto Aziendale e dei passi ad esso conseguenziali, come proprio il riordino della rete ospedaliera. Ma, ovviamente, non ci possiamo esimere dall’evidenziare alcune criticità che a parere del sindacato non rivestono assolutamente un carattere secondario”, ha detto. “Per riorganizzare la rete ospedaliera è necessario instaurare un cronoprogramma che regoli in maniera certa ed incontrovertibile l’attuazione dei provvedimenti, onde evitare ritardi artificiosi o meno tendenti a dilazionare nel tempo l’inevitabile riorganizzazione. Ne chiediamo pertanto l’immediata predisposizione, affinché indichi in maniera analitica quanto si debba realizzare, tanto in ordine all’attivazione delle nuove strutture ospedaliere, quanto delle relative nomine e quindi affidamento incarichi dirigenziali”.

Sui casi specifici, inoltre, per Tomasco merita attenzione particolare la situazione relativa al presidio “Luigi Curto” di Polla. “Nel panorama dell’Asl Salerno è l’unico a soffrire pesantemente la carenza di personale medico e non di comparto”, ha detto il sindacalista. “Si ricorda che il “Curto” riveste un carattere strategico importantissimo in quanto posizionato ai confini con la Basilicata e potrebbe fungere da baluardo per quelle malattie cardiache ed oncologiche che tanto incidono sulla migrazione sanitaria della provincia di Salerno, che tra l’altro rappresenta uno degli obiettivi principali dell’organo di governo regionale, considerato che la somma totale arrivi a 300 milioni di euro, di cui 250 destinati alle strutture della Lombardia per specialità come oncologia, cardiochirurgia e malattie rare. E’ chiaro, quindi, che investire in un plesso che faccia da riferimento a un territorio, il Vallo di Diano, dove l’incidenza delle malattie cardiologiche ed oncologiche è in continua ascesa, rappresenti uno degli obiettivi principali per un’azienda che voglia erogare salute tenendo al contempo a posto i conti”.

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