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In Cilento un corso di formazione sullo studio e il monitoraggio della posidonia

Biologi marini in Cilento per un corso di formazione patrocinato dalle Università Federico II e Parthenope sulle praterie di posidonia oceanica.

Di: Comunicato Stampa
Pubblicato il: 14/09/2016
Aggiornato il: 14/09/2016
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Biologi marini in Cilento per un corso di formazione patrocinato dalle Università Federico II e Parthenope sulle praterie di posidonia oceanica.

Da lunedì 19 settembre prende il via, presso il museo vivo del mare di Pioppi, il corso di formazione per biologi marini. Patrocinato dagli atenei napoletani “Federico II” e “Parthenope”, dal Conisma “Consorzio Interuniversitario delle scienze del mare” e dalla società italiana di biologia marina, si concluderà il 23 settembre con il rilascio di attestati valevoli per l’acquisizione di crediti formativi universitari. Il corso che riguarda “studio e monitoraggio delle praterie di Posidonia oceanica” si sviluppa in lezioni frontali, sul campo in immersione e di laboratorio. Le lezioni sono tenute da docenti universitari e dai ricercatori esperti della ECON srl, società specializzata in analisi ambientali. Organizzato da Legambiente e dalla ECON srl è ospitato nei locali dello storico Palazzo Vinciprova sede del Museo vivo del mare e del Museo della dieta mediterranea. Il campo di esplorazione preso in considerazione offre una varietà di giacenze naturalistiche ed archeologiche funzionale alla acquisizione di conoscenze e tecniche di intervento per la salvaguardia degli ecosistemi marino-costieri e contro le criticità che ne insidiano gli equilibri. Come dire che il “Cilento blu” non è solo una meta turistica che si caratterizza per le “bandiere” e le “vele” che ne attestano la salubrità del mare ma anche come laboratorio di ricerca per profili professionali spendibili in tutto il Mediterraneo. Alle criticità delle praterie della Posidonia vengono attribuiti dal mondo della ricerca scientifica sia il depauperamento della fauna marina che la prevalente causa della erosione costiera spesso affrontata dalle amministrazioni locali con opere ingegneristiche, prescindendo dalle dinamiche naturali del mare.

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